Informativa


Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avenia

Incipit Ciò che inferno non è

La strada tace, nonostante tutto.
Alle finestre assediate dal caldo estivo qualche tenda scatta come un serpente lasciando entrare i soffi lenti e tenaci di scirocco. Qualche cane ciondola calpestando oasi d’ombra. Rari refoli di mare temperano la calura, persino la risacca digrigna affaticata.
Don Pino con le sue scarpe grandi alza la polvere che s’indora al tocco di tutta quella luce. Ha il passo rapido, non della fretta ma del ritardo, in una città che in ritardo lo è per costituzione. Si avvicina alla sua Uno rossa, divorata da sole e ruggine. Il bambino è seduto sul cofano con i piedi penzoloni. Ha sei anni, una maglietta bianca e un paio di pantaloncini sporchi, ai piedi ciabatte da mare e a casa Maria come madre acerba. E basta.

Incipit tratto da:

Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia
Quarta di copertina / Trama
Palermo, 1993. Federico, studente modello del liceo classico Vittorio Emanuele II, ha diciassette anni e un mare di domande. Ma ha anche un professore di religione speciale: padre Pino Puglisi. Con lui si troverà a scoprire un'”altra” Palermo, quella del quartiere Brancaccio, dei casermoni di cemento, di Cosa Nostra; ma anche la città del coraggio e della speranza. Con l’emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D’Avenia ridà vita in questo romanzo al “suo” don Pino, un uomo straordinario, capace di generare la sola epica oggi possibile, quella del quotidiano. E di riconoscere anche nell’abisso infernale “ciò che inferno non è”.
(Ed. Mondadori)

Bibliografia Alessandro D’Avenia