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Con le peggiori intenzioni – Alessandro Piperno

Incipit Con le peggiori intenzioni

Bepy sentì di non avere scampo diverse ore dopo aver incassato la diagnosi di tumore alla vescica, quando tra il novero sterminato d’interrogativi agghiaccianti scelse: Potrò ancora scopare una donna o tutto finisce qui?
Sebbene tale dilemma possa apparire una patologica inversione delle priorità, per lui, nell’estremo frangente, risultò più spaventoso lo spettro della compromessa mascolinità che l’orrore del nulla: forse perché nel suo immaginario impotenza e morte coincidevano, anche se la seconda era preferibile alla prima, se non altro per il conforto dell’assenza eterna… O forse il salto nel buio che aveva condotto quest’uomo di successo alla bancarotta finanziaria era stato troppo fulmineo per non scalfirgli l’integrità emotiva.

Incipit tratto da:

Con le peggiori intenzioni - Alessandro Piperno

Quarta di copertina / Trama
L’epopea dei Sonnino, ricca famiglia di ebrei romani, dai tempi eroici dello sfrenato nonno Bepy e del suo socio Nanni Cittadini – la cui irriducibile competizione peserà in modo fatale sui rispettivi eredi – ai giorni assai meno grandiosi dello sgangherato nipote Daniel.
Le avventure, gli amori, le ossessioni e i tradimenti degli eroi vitalisti degli anni Sessanta e dei loro rampolli dorati e imbelli, dei giovani e dei vecchi, delle famiglie antiche e dei parvenu, dei fortunati e dei falliti, si succedono di festa in festa, di scandalo in scandalo, in un romanzo spettacolare.
Tutto è narrato dalla voce di Daniel, di questo “adolescente disperato”, di questo “moralizzatore ipocrita, questo incrocio tra Cromwell, Savonarola e Tartuffe”.
Piperno ha scolpito figure indelebili dell’ascesa e caduta di un mondo finora inesplorato. Nella sua scrittura, notevolissima per capacità evocativa e introspezione, si sentono le voci di Philip Roth, di Saul Bellow e della grande tradizione ebraica, oltre al marchio di un talento freschissimo.
Il ritratto è dunque quello di un milieu opulento e fatuo, anche se non tutto può essere eleganza, minuetto, gioco di società. L’Eden di una classe privilegiata e assurda non è per sempre, anche il paradiso finisce. Dietro i morbidi anni Ottanta premono i drammi di oggi: la guerra, il terrorismo, una sconvolgente perdita di senso, il retaggio di una storia che purtroppo conosciamo, riscattato soltanto dal tono mai spento, mai sommesso, a tratti esilarante, di questo felice e inaspettato esordio.
(Ed. Mondadori; Scrittori Italiani e Stranieri)

Bibliografia Alessandro Piperno

Romanzo vincitore del Premio Campiello Opera Prima nel 2005

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