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Cuore di ciccia – Susanna Tamaro

Incipit Cuore di ciccia

Era un noioso pomeriggio di pioggia di primavera. Michele aveva finito da dieci minuti i compiti per la scuola e quelli per il corso d’inglese. Era solo a casa e stava davanti alla finestra a guardare le goccioline leggere che cadevano sul prato del piccolo giardino. Mancava ancora un’ora al ritorno della mamma e non sapeva cosa fare. Cercò di contare gli schizzi che colpivano il vetro, ma dopo cinque minuti si trovò ancora più annoiato di prima. Con un sospiro si staccò dal davanzale e si lasciò cadere a peso morto sul letto.
“Come sarebbe bello avere un fratellino o un cane” pensò. “Se ci fossero, giocherei sempre con loro e così quell’orribile idea non mi verrebbe mai in mente, mai”.
Appena detto “mai”, naturalmente, l’orribile idea cominciò a parlare.
“Hai fame” diceva. “Hai fame e la tua pancia è vuota come il cestello della lavatrice, fredda come una distesa polare; hai freddo dappertutto, ti senti debole debole, le gambe non ti reggono, la vista si offusca, se vuoi salvarti puoi fare una sola cosa: alzati e vai in cucina, riempiti la pancia, saziati!”

Incipit tratto da:

Cuore di ciccia - Susanna Tamaro

Quarta di copertina / Trama
Michele è un bambino grasso, che ha come unico amico il frigo Frig. La mamma di Michele è una donna molto bella, magra e in perfetta forma e non accetta il corpo di suo figlio, non riesce a capire per quale motivo sia così grasso: più fa ginnastica, più Michele ha fame. Lei non può sapere che Frig racconta delle bellissime storie e che la solitudine di Michele sembra meno brutta quando lo apre. Frig, un giorno, decide che anche Michele è un eroe come i protagonisti delle sue fantastiche storie e lo nomina solennemente Marchese des Budis et Ciambellons, cavaliere con il nome di Cuore di Ciccia. La mamma però decide di rinchiudere Michele all’Istituto Acciughini, un luogo dove i bambini diventano magri come grissini, e da quel momento…
(Ed. Giunti; Biblioteca Junior)

Bibliografia Susanna Tamaro