Il caso Kakoiannis-Sforza – Francesco Recami

Incipit Il caso Kakoiannis-Sforza

Nel solarium della Spa di lusso Too Fit di Lugano due donne completamente nude giacevano su altrettanti lettini coperti da morbidissimi asciugamani.
Erano immobili e l’unico rumore che si poteva sentire era quello del timer, anzi di due timer, uno per lettino.
Le due donne parevano più o meno della stessa età e avevano corpi abbronzati e ben in forma, dormivano?
Una, la più alta, indossava unicamente una mascherina nera sugli occhi, l’altra una catenina d’oro alla caviglia e gli occhialini da UVA.
Entrambe non portavano la fede all’anulare della mano sinistra, ma c’era una differenza, certi attributi della donna più bassa, la bionda, erano molto più grossi, per esempio il diametro delle dita, di quelli della signora più alta, i cui capezzoli erano più chiari di quelli della donna bionda.
Entrambe avevano un bel seno, senza apparenti segni di chirurgia plastica. Le due donne erano piuttosto attraenti. Mostravano piedi ben curati, senza bozzi e calli o duroni, con le unghie smaltate, l’una di rosso e l’altra color pervinca.
La mora aveva un taglio di capelli molto ricercato, con una mèche bianca come Crudelia De Mon.
L’altra invece aveva il pube completamente depilato.
Forse si erano appisolate, non muovevano un dito e non parlavano fra di loro.
Uno dei due timer era arrivato a fine corsa e il proiettore abbronzante UVA si era spento automaticamente. La signora bionda rimase lo stesso qualche minuto in più sul lettino, tanto che quando arrivò a fine corsa anche il timer dell’altra, quella non si era ancora mossa. Sta di fatto che le due si alzarono contemporaneamente, e nello stesso momento si tolsero l’una la mascherina e l’altra gli occhialini protettivi, così poterono vedersi, e per entrambe fu una bella sorpresa.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Il caso Kakoiannis-Sforza
  • Autore: Francesco Recami
  • Casa editrice: Sellerio

Il caso Kakoiannis-Sforza - Francesco Recami
Quarta di copertina / Trama
È scomparsa Marilou, la figlia di Luisa Kakoiannis-Sforza. La signora, un’imprenditrice della moda, ospite fissa delle copertine dei rotocalchi popolari, si rivolge per le ricerche ad Amedeo Consonni, il tappezziere in pensione della Casa di ringhiera. Le è noto grazie al successo del caso investigativo della Sfinge di Lentate sul Seveso (raccontato nel romanzo La casa di ringhiera), ma la ragione è anche di sfuggire ai riflettori del gossip. Oppure c’è sotto qualcos’altro? Il Consonni, con le sue risorse semplici e antiquate, comincia a indagare. E finirà per imbattersi in un’altra donna, non meno ricca e superba, che con la prima condivide il segreto e l’odio.
La serie della Casa di ringhiera si legge come se dal fronte di un palazzo fosse sparita la parete, e si potesse guardare nei vari appartamenti vedendo tutto e tutti nello stesso tempo. Così, sotto la storia gialla principale si ordiscono le altre di molti personaggi, ognuna con il suo colore di genere. Il mistero del manoscritto della professoressa Angela Mattioli (in cui si racconta una vicenda di sesso e denaro realmente vissuta, quella de Il segreto di Angela) che finisce in mani sgradite; un vile ricatto ai danni del muratore Antonio sospettato di un lugubre misfatto; il sogno d’amore dell’anziano De Angelis che finalmente ha trovato un altro oggetto del desiderio, oltre alla sua sfacciata BMW; le scene da un matrimonio di Claudio l’alcolista e Donatella; la morte della ragazza irretita in giri equivoci; le risse da giardinetti del nipotino Enrico, che si trasformano in una burrasca nel quartiere. E, come se il Caso, unico sovrano della Casa di ringhiera, fosse famelico di altri destini, l’avventura e l’equivoco costringono tutti gli inquilini a uscire oltre le mura condominiali, a spargersi nei tanti ambienti della grande Milano. Ognuno spinto dalle proprie necessità a indagare sul caso Kakoiannis-Sforza; la prospettiva si allarga ma è pur sempre come se a indagare fosse la Casa di ringhiera stessa, e tutti i suoi assurdi e realissimi inquilini fossero la squadra di un’unica sarabanda tra il poliziesco e una surreale avventura.
Ne Il caso Kakoiannis-Sforza si manifestano gli scopi letterari di Francesco Recami: raccontare in un modo mai fatto prima, mescolando più generi letterari insieme, finendo per recitare un irriverente e giocoso requiem del poliziesco. Una narrazione che merita di chiamarsi Commedia umana. Realistica, irridente, più o meno nichilista ma con un fondo di empatica connivenza.
(Ed. Sellerio, La Memoria)

Bibliografia Francesco Recami