Il catino di zinco – Margaret Mazzantini

Incipit Il catino di zinco

Tardavo a uscire dalla cappella. Stavo appoggiata allo stipite della porta semichiusa. Tra i battenti non rimaneva che un agio breve. Da fuori, mi arrivava il vociare degli altri, già sparsi sul sagrato: consanguinei che non si vedono da tempo e rumoreggiano attorno alla sorpresa di ritrovarsi somiglianti. Era un mattino diafano d’inverno, fiacco di nubi. Eppure dalla feritoia sottile alle mie spalle la luce penetrava come una serpe a forare l’ombra, e mascherare la pochezza di quel luogo intento. L’umido trasudava in terra dall’ammattonato e lungo le mura, cosparse di specchi. Solo in alto la luce perdeva la crudeltà di un fendente e si acquattava nella piccola volta a botte del soffitto.

Incipit tratto da:

Il catino di zinco di Margaret Mazzantini

Quarta di copertina / Trama
Antenora è un personaggio di grandissima forza, protagonista di un’esistenza straordinaria e drammatica. Di fronte alla sua morte, in un gelido mattino d’inverno, la nipote si interroga e disegna il ritratto di una donna che è sempre riuscita a essere se stessa. Un romanzo sulle donne, che fa i conti con il femminismo e il post-femminismo senza smancerie e senza sentimentalismi.
(Marsilio; Maxi)

Bibliografia Margaret Mazzantini