Il contratto – Marco Vichi

Incipit Il contratto

Entrai in una sala più grande e sentii il suono di un pianoforte. Ero finito in quella festa di ricchi quasi per caso, e da quando ero arrivato avevo sentito il desiderio di andarmene. Invece rimanevo, attratto da quel lusso che in fondo mi disgustava. Non conoscevo nessuno. Ciondolando tra la noia degli invitati riconobbi le note di un certo Improvviso di Schubert, che amavo particolarmente. Sentirlo sciupare mi dava fastidio. Ogni volta che mi capitava di ascoltarlo alla radio, anche suonato da grandi pianisti, scuotevo la testa rassegnato. Quella musica ironica, dolce e sfuggente, come animata da un demonio femminile sprezzante e leggiadro, veniva regolarmente schiacciata sotto il peso di dodici dita impietose che pensavano soltanto al gioco della velocità e del virtuosismo. Proprio quella musica, che del virtuosismo non sapeva che farsene.

Incipit tratto da:

Il contratto - Marco Vichi

Quarta di copertina / Trama
Cosa si è disposti a fare pur di conquistare la fama e il successo? Qual è il confine oltre il quale si perde, insieme alla dignità, anche se stessi? Un aspirante scrittore si troverà inaspettatamente di fronte a un bivio di faustiana memoria.
(Ed. Guanda)

Bibliografia Marco Vichi