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La casa del sonno – Jonathan Coe

Incipit La casa del sonno

Era l’ultima lite, almeno questo era chiaro. Ma benché l’avesse presentita da giorni e forse da settimane, nulla poteva placare l’ondata di rabbia e risentimento che gli stava montando dentro. Era lei dalla parte del torto, e s’era rifiutata di ammetterlo. Ogni argomento che lui aveva provato a opporre, ogni suo tentativo di mostrarsi conciliante e ragionevole gli era stato distorto, contorto e ribaltato contro. Come s’era permessa di tirare in ballo la serata – del tutto innocente – che lui aveva passato con Jennifer alla Mezzaluna? Come s’era permessa di definire “penoso” il suo regalo e di sostenere che aveva un’aria “sfuggente” quando glielo aveva dato? E come s’era permessa di tirare in ballo sua madre – sua madre, proprio così – accusandolo di andarla a trovare troppo spesso? E con l’aria poi di trarne conclusioni sulla sua maturità; peggio, sulla sua mascolinità…
Aveva lo sguardo fisso nel vuoto, ignaro dei passanti e di tutto quanto lo circondava.
“Troia, ” pensò tra sé e sé quando le frasi di lei gli tornarono alla mente. Poi ad alta voce, fuori dai denti stretti, lo gridò: “TROIA!”.
E si sentì un po’ meglio.

Incipit tratto da:

    • Titolo: La casa del sonno
    • Autore: Jonathan Coe
    • Traduzione: Domenico Scarpa
    • Titolo originale: The house of sleep
    • Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Jonathan Coe

La casa del sonno di Jonathan Coe
Incipit The House of Sleep

It was their final quarrel, that much was clear. But although he had been anticipating it for days, perhaps even for weeks, nothing could quell the tide of anger and resentment which now rose up inside him. She had been in the wrong, and had refused to admit it. Every argument he had attempted to put forward, every attempt to be conciliatory and sensible, had been distorted, twisted around and turned back against him. How dare she bring up that perfectly innocent evening he had spent in The Half Moon with Jennifer? How dare she call his gift `pathetic’, and claim that he was looking `shifty’ when he gave it to her? And how dare she bring up his mother — his mother, of all people — and accuse him of seeing her too often? As if that were some sort of comment on his maturity; on his masculinity, even …
He stared blindly ahead, unconscious of his surroundings or of his fellow pedestrians. ‘Bitch,’ he thought to himself, as her words came back to him. And then out loud, through clenched teeth, he shouted, ‘BITCH!’
After that, he felt slightly better.

Incipit tratto da:

  • Title: The House of Sleep
  • Author: Jonathan Coe
  • Publisher: Penguin
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Dopo La famiglia winshaw, un altro caleidoscopio di invenzioni narrative e un’altra girandola di personaggi ora commuoventi ora comici, in un dormiveglia caotico che non conosce riposo. In La casa del sonno si racconta l’avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Terry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant’anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d’amore per Sarah; e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. È un autentico “castello dei destini incrociati”, dove si avverano sogni e si dissolvono visioni, dove c’è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. e, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l’eterogenea comunità di studenti, diventa adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.
(Ed. Feltrinelli; Economica Universale)

Bibliografia Jonathan Coe

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