Depilando Pilar – Andrea G. Pinketts

Incipit Depilando Pilar

La pelle è la base. Il pelo è l’altezza. Moltiplicateli tra loro. Prodotto diviso due. Come per il triangolo. Qualcosa di vagamente pubico. Un triangolo sotto i bermuda.
Si possono avere amici per la pelle. Ma tira più un pelo di fiction che un carro di buoi.
Sul pelo altrui puoi favoleggiare millantando crediti in Fosse delle Marianne, facendo credere che non essendo uno di primo pelo, ne hai viste e onorate, come era uso fare Balzac, di tutti i colori.
Puoi favoleggiare su una principessa di un castello ai confini dell’arcobaleno, il cui pelo era color indaco.
Tira più un pelo di fantasy che un carro di buoi. Se Tolkien si fosse convertito al porno le signore avrebbero posizionato gli anelli in zone strategiche di caverne fatate, in attesa di corpi cavernosi e malandrini.

Incipit tratto da:

Depilando Pilar - Andrea G. Pinketts

Risvolto di copertina / Trama
Lazzaro Santandrea non è un detective, tantomeno un poliziotto. È una calamita per le calamità, l’uomo giusto nel posto sbagliato. E il posto sbagliato è Milano, improvvisamente sconvolta da un’assurda ondata di delitti che hanno solo una cosa in comune: gli assassini sono tutti taxisti.
Lazzaro ha già i suoi problemi: è l’immacolato portatore di un’affezione che si contrae con l’unica pratica sessuale cui non si è mai dedicato. E oltretutto ha appena conosciuto suo figlio, peccato che sia quasi suo coetaneo.
Nel momento in cui decide di aiutare una taxista ricercata per omicidio e innocente nella propria colpevolezza, Lazzaro precipita in un’infernale sarabanda tra nani esperti di arti marziali, giganti freak, sicari in doppiopetto e avvoltoi internazionali: uno zoo di vetro popolato da uccelli dalle piume di cristallo. Affiancato dagli immancabili amici Pogo il Dritto e De Sade, dai giornalisti Alice Marradi e Montoya, e dall’infallibile marsigliese Gilles Regard, Lazzaro si lancia in una crociata per salvare il mondo e, possibilmente, la pelle, vivendo l’avventura più rischiosa e surreale della sua già pericolosa carriera.
Sì, d’accordo, ma Pilar? Eh, sì, a un certo punto arriva Pilar… Pinketts non ha mai frequentato la Virgen del Pilar, ma è uno scrittore dalla pellaccia durissima, con il pelo sullo stomaco. Questo romanzo è un’epifania di pelle e di pelo, senza sconti a una città che, secondo un’antica profezia maya, ha perso i peli ma non i vizi.
(Ed. Mondadori; Strade blu narrativa italiana)

Bibliografia Andrea G. Pinketts