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Donna per caso – Jonathan Coe

Incipit Donna per caso

Prendete una persona. Una persona qualsiasi.
Sulla soglia della femminilità (perché la persona in questione è una lei), Maria si ritrova nell’ufficio di Mrs Leadbetter. Mrs Leadbetter, la preside, rivolse a Maria uno sguardo radioso e le indicò con un cenno la poltrona. Fuori era buio.
“Non ti tratterrò a lungo,” disse. “Volevo dirti solo questo, Maria: siamo tutti molto orgogliosi di te. In cinquantaquattro anni, sei la prima delle nostre ragazze ad aver ottenuto l’ammissione a Oxford. Che opportunità meravigliosa si presenta davanti a te. Chissà come devi essere eccitata.”

Incipit tratto da:

    • Titolo: Donna per caso
    • Autore: Jonathan Coe
    • Traduzione: Stefano Massaron
    • Titolo originale: The Accidental Woman
    • Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Jonathan Coe

Donna per caso di Jonathan Coe
Incipit The Accidental Woman

Take a birth. Any birth.
Arriving on the threshold of womanhood (for it is she, as chance would have it) Maria finds herself in Mrs Leadbetter’s study. Mrs Leadbetter the headmistress. She beamed at Maria and waved her to an armchair. Outside it was dark.
‘I won’t keep you long,’ she said. ‘I wanted to say this only: that we are proud of you, Maria. The first of our girls in fifty-four years to have won a place at Oxford. What an opportunity stretches before you. How excited you must be.’

Incipit tratto da:

  • Title: The Accidental Woman
  • Author: Jonathan Coe
  • Publisher: Penguin Books Ltd
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
“Il pensiero di restare sola per sempre la terrorizzava, perché era soltanto un essere umano”
Immaginate una giovane donna. Chiamiamola Maria. Ha tutti i numeri per guardare a un futuro pieno di opportunità. Ha successo a scuola. I ragazzi la corteggiano. La famiglia fa il tifo per lei. Eppure da subito è chiaro che Maria si muove nel mondo con la singolare consapevolezza che il caso è più forte della volontà. Le cose capitano, e non c’è altro da fare che guardarle accadere. Con un misto di stupore e disincanto. Immaginate di essere accanto a Maria e di poterla seguire come un osservatore selettivo che decide cosa è importante sapere e non sapere della sua vita. A quel punto vi rendete conto che stupore e disincanto vi appartengono, e cominciate a sorridere, a ridere. A ridere della incommensurabile vacuità, stupidità, prevedibilità delle cose umane: far sesso, innamorarsi, trovare un lavoro, sposarsi, fare una famiglia, disfare una famiglia. Sorridete e ridete perché siete vicinissimi o lontanissimi, e vedete tutto con chiarezza. Grazie a un narratore straordinario che si chiama Jonathan Coe.
(Ed. Feltrinelli; Universale Economica)

Bibliografia Jonathan Coe

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