Dove sei stato? – Joseph O’Connor

Incipit Dove sei stato?

Dublino 2007
Non lo vedevo da vent’anni o più. E adesso eccolo qui, nell’opulenza delle sue carni, dietro la vetrina luccicante di un’agenzia immobiliare in Fownes Street, un’allucinazione in maniche di camicia e calzoni eleganti spiegazzati. Ingrassato di oltre venti chili e quasi calvo, ma era lui di sicuro. Quasi avrei preferito non fermarmi. Cristo santo… allora Ruth aveva ragione. Eddie Virago era tornato a Dublino, e campava piazzando appartamenti. Mi riconobbe di là dal vetro e le sue labbra formarono il mio nome. Ma non sembrava felice di vedermi.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Dove sei stato?
  • Autore: Joseph O’Connor
  • Traduzione: Massimo Bocchiola
  • Titolo originale: Where have You been?
  • Casa editrice: Guanda

Dove sei stato? - Joseph O Connor
Incipit Where Have You Been?

Two decades or more had passed since I’d seen him. But here he was, in the ample flesh, through the glinting window of an estate agency on Fownes Street, a hallucination in shirtsleeves and crumpled suit trousers. Fifty pounds heavier and just about bald, but it was him right enough. I almost wanted to keep walking. Holy Christ – so Ruth had been right that time. Eddie Virago back in Dublin, flogging flats for a living. He grinned and mouthed my name as he clocked me through the window. But he didn’t look delighted to see me.

Incipit tratto da:

  • Title: Where Have You Been?
  • Author: Joseph O’Connor
  • Publisher: Random House
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Da Dublino a New York e Londra, tanti sono i temi, gli sfondi, i personaggi che animano le vicende di questa raccolta di struggenti storie irlandesi, ma sono soprattutto i sentimenti e la difficoltà di viverli nella quotidianità i veri protagonisti.
Fra commozione e umorismo nero, squarci di inaspettata poesia e crudo realismo, Joseph O’Connor ridisegna una geometria dell’animo: i sogni infranti della gioventù e il confronto tra generazioni in un’Irlanda travolta dalla crisi economica, l’irrimediabile impotenza di fronte alla vita che sfugge o che d’improvviso si svuota di senso, l’amore che imprevedibilmente si fa strada dove ormai c’erano solo freddezza e diffidenza, la solitudine sempre in agguato, ma anche l’ironia che alleggerisce le situazioni più disperate. La prosa asciutta dell’autore traccia otto affreschi vividi e disincantati, ferite aperte di un’umanità disorientata e confusa, ma più che mai autentica.
(Ed. Guanda; Narratori della Fenice)

Bibliografia Joseph O’Connor