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Il dente del pregiudizio – Andrea G. Pinketts

Incipit Il dente del pregiudizio

Non ricordo chi per primo ha detto che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Non certo il dentista. Forse un oculista o, male che vada, un ottico molto oculato che crede solo nelle diottrie, le uniche divinità ravvisabili a vista d’occhio.
Un dentista mai si sarebbe macchiato di tale barbara, tartara banalità. Un dentista sa che i denti, accidenti, sono lo specchio dell’anima. E siccome, generalmente, le anime sono cariate dall’uso scorretto, per specchiarsi con ipocrita soddisfazione non resta che una bella capsula, il ritratto di Dorian Gray dei pazienti impazienti di sorridere come pin-up, di ghignare come satiri infoiati ma non antiestetici.

Incipit tratto da:

Il dente del pregiudizio - Andrea G. Pinketts
Quarta di copertina / Trama
Un male oscuro colpisce Andrea G. Pinketts: la carie. Il dentista in cui incappa si rende ben presto conto che Pinketts non ha una bocca, è una bocca. Una bocca della verità. In dieci anni di terapia e amicizia, adagiato sulla più temuta delle poltrone inclinabili, lo scrittore fa i conti con tutti i mostri del proprio immaginario. Un libro ironico, surreale e irriverente, che mette in luce le ossessioni di una generazione e rivela un Pinketts in stato di grazia.
(Ed. Mondadori)

Bibliografia Andrea G. Pinketts

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