La donna che rubava i mariti – Margaret Atwood

Incipit La donna che rubava i mariti

La storia di Zenia dovrebbe cominciare quando è cominciata Zenia. Dev’essere stato in un luogo lontano nel tempo e nello spazio, pensa Tony; un luogo confuso e caotico. Una stampa europea, colorata a mano, in ocra, con una luce polverosa e un bel po’ di boscaglia dal fogliame denso e dalle antiche e contorte radici, dietro la quale, nel sottobosco sta succedendo qualcosa di ordinario e di orripilante, qualcosa che non si vede ma si indovina soltanto da una scarpa che spunta o da una mano senza vita.

Incipit tratto da:

    • Titolo: La donna che rubava i mariti
    • Autrice: Margaret Atwood
    • Traduzione: Margherita Giacobino
    • Titolo originale: The Robber Bride
    • Casa editrice: Baldini&castoldi

Bibliografia Margaret Atwood

La donna che rubava i mariti di Margaret Atwood
Incipit The Robber Bride

The story of Zenia ought to begin when Zenia began. It must have been someplace long ago and distant in space, thinks Tony; someplace bruised, and very tangled. A European print, hand-tinted, ochre-coloured, with dusty sunlight and a lot of bushes in it- bushes with thick leaves and ancient twisted roots, behind which, out of sight in the undergrowth and hinted at only by a boot protruding, or a slack hand, something ordinary but horrifying is taking place.

Incipit tratto da:

  • Title: The Robber Bride
  • Author: Margaret Atwood
  • Publisher: Nan A. Talese
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Zenia è bella, intelligente e insaziabile, manipolatrice e tuttavia vulnerabile, bisognosa eppure priva di scrupoli.
Per esserne assolutamente certe, Tony, Roz e Charis, sue vecchie e antiche «vittime» involontarie, si ritrovano per celebrare il funerale. Ma cinque anni dopo, mentre le tre donne sono riunite attorno al tavolo di un locale alla moda di Toronto, l’impensabile accade: radiosa della travolgente carica magnetica che l’ha sempre accompagnata, Zenia si ripresenta nel mondo dei vivi.
Maga degli specchi, predatrice di uomini, sirena e faina, Zenia – il male, ma anche la fantasia di libertà, che ritorna – è allo stesso tempo coscienza infelice, altar ego, modello negativo e di ruolo delle tre splendide protagoniste di questo sapiente romanzo di formazione con cui l’autrice ha dato un seguito virtuale a una precedente opera narrativa, Occhio di gatto. Sensibile, come in ogni libro, alla sottile ma inequivocabile linea di demarcazione che separa il mondo delle donne da quello degli uomini, in La donna che rubava i mariti Atwood ha dipinto con spregiudicatezza e un incredibile senso della realtà quattro diversi destini femminili e la contraddittoria fatica del diventare e vivere da donne. Un romanzo che si legge col fiato in gola, augurandosi di poter cambiare il corso delle storie di Zenia, Tony, Roz e Charis e allo stesso tempo abbandonandosi al potere affabulatorio e alla scrittura avvolgente, implacabile e tuttavia carica di umanità dell’autrice di L’altra Grace.
(Ed. Baldini&Castoldi; Romanzi e Racconti)

Bibliografia Margaret Atwood