La donna da mangiare – Margaret Atwood

Sono certa che stavo bene venerdì, quando mi alzai; caso mai mi sentivo più imperturbabile del solito.

Incipit La donna da mangiare

Sono certa che stavo bene venerdì, quando mi alzai; caso mai mi sentivo più imperturbabile del solito. Quando andai in cucina per prepararmi la colazione, c’era già Ainsley, tutta abbattuta; disse che la sera prima era andata a un party da far schifo. Giurò che c’erano stati soltanto degli studenti di odontoiatria, una cosa che l’aveva depressa al punto che si era consolata ubriacandosi.
« Non hai idea di quanto sia pesante », disse, « dover sopportare una ventina di conversazioni sull’interno della bocca degli altri. La reazione più grande che ho suscitato è stato quando ho descritto un ascesso che ho avuto una volta. Avevano letteralmente la bava alla bocca. E gli uomini, per lo più, guardano a qualcosa oltre ai tuoi denti, santo cielo.»
Aveva i postumi della sbornia, una cosa che mi mise di umore allegro – mi fece sentire sana come un pesce – e le versai un bicchiere di succo di pomodoro e le preparai un’alkaseltzer corroborante, stando a ascoltarla e emettendo rumori di comprensione mentre continuava a lamentarsi.

Incipit tratto da:
Titolo: La donna da mangiare
Autrice: Margaret Atwood
Traduzione: Mario Manzari
Titolo originale: The Edible Woman
Casa editrice: Corbaccio

Bibliografia Margaret Atwood

Copertine di La donna da mangiare di Margaret Atwood

Incipit The Edible Woman

I know I was all right on Friday when I got up; if anything I was feeling more stolid than usual. When I went out to the kitchen to get breakfast Ainsley was there, moping: she said she had been to a bad party the night before. She swore there had been nothing but dentistry students, which depressed her so much she had consoled herself by getting drunk.
“You have no idea how soggy it is,” she said, “having to go through twenty conversations about the insides of peoples’ mouths. The most reaction I got out of them was when I described an abscess I once had. They positively drooled. And most men look at something besides your teeth, for god’s sake.”
She had a hangover, which put me in a cheerful mood – it made me feel so healthy – and I poured her a glass of tomato juice and briskly fixed her an Alka- Seltzer, listening and making sympathetic noises while she complained.

Incipit tratto da:
Title: The Edible Woman
Author: Margaret Atwood
Publisher: Knopf Doubleday
Language: English
Quarta di copertina / Trama

La donna da mangiare è Marian McAlpin, un’educata signorina canadese, spiritosa e pudica, ma abbastanza emancipata da far l’amore sotto la doccia con uno che dopo le chiede com’è andata. Marian crede di essere a perfettamente a suo agio in un lavoro vagamente insoddisfacente (d’altronde cosa può fare un laureato di questi tempi?), un quasi fidanzato di nome Peter orgoglioso della sua capacità di reggere gin and tonic, e un’amica che si appropria del femminismo in maniera ferocemente maschilista. Poi un giorno Marian diventa matta. O almeno pernsa di essere diventata matta, perché a poco a poco smette di mangiare. Si è accorta che tutti, a cominciare da Peter, la consumano con indifferenza aspettandosi risultati garantiti. E per non farsi mangiare, Marian non mangia. Comincia allora una riscossa tragicomica contro i divoratori nel ritmo sempre più frenetico di una corsa scandita dalla necessità di non morire di fame. Alla fine Marian celebrerà il suo riscatto con un finale a sorpresa al limite del cannibalismo. Un romanzo di straordinaria modernità.
(Ed. Corbaccio; Scrittori di Tutto il Mondo)

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