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L’edera – Grazia Deledda

Incipit L’edera

Era un sabato sera, la vigilia della festa di San Basilio, patrono del paese del Barunèi. In lontananza risonavano confusi rumori; qualche scoppio di razzo, un rullo di tamburo, grida di fanciulli; ma nella straducola in pendio, selciata di grossi ciottoli, ancora illuminata dal crepuscolo roseo, s’udiva solo la voce nasale di don Simone Dacherchi.
– Intanto il fanciullo è scomparso, – diceva il vecchio nobile, che stava seduto davanti alla porta della sua casa e discuteva con un altro vecchio, ziu Comisu Damianu, suocero d’un nipote di don Simone – Chi l’ha veduto? Dov’è andato? Nessuno lo sa. La gente dubita che l’abbia ucciso il padre…E tutto questo perché non c’è più timor di di dio, più onestà…Ai mie tempi la gente non osava neppure figurarsi che un padre potesse uccidere il figlio…

Incipit tratto da:

  • Titolo: L’edera
  • Autrice: Grazia Delledda
  • Casa editrice: Nuova Antologia

L'edera di Grazia Deledda

Bibliografia di Grazia Deledda

Da questo romanzo il film L’edera per la regia di Augusto Genina (1950)

Locandina L’edera

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