L’errore di Platini – Francesco Recami

Incipit L’errore di Platini

Platini si mosse al piccolo trotto in senso diagonale. Guardò la palla in possesso di un avversario e poi guardò all’indietro verso la sua difesa. Si spostò verso la fascia destra del campo. Fece qualche passo in avanti e qualche passo indietro. Poi chiamò la palla su una rimessa laterale. La palla gli venne passata. La fermò con il destro, fece qualche metro lungo la fascia, si fermò improvvisamente, sbilanciando l’avversario, guardò la disposizione dei compagni in avanti, si girò su se stesso, cedette la palla al compagno più vicino, sulla linea verticale. Tornò indietro di qualche metro. Si spostò verso il centro del campo. Si fermò, guardò la posizione del suo avversario diretto. Scattò nella metà campo avversaria, aspettò la palla, si spostò ancora più avanti verso il limite dell’area. Cercò di liberarsi del marcatore diretto che gli impediva di prendere posizione. Tornò indietro camminando. Guardò verso la porta avversaria, disturbò un terzino che procedeva con la palla al piede, tornò verso la sua area di rigore, camminando all’indietro, correndo all’indietro. Guardò cosa succedeva in area. Si fermò e cambiò direzione. Si spostò ancora una volta in avanti. Osservò il proprio portiere. Chiamò la palla. Indicò ad un compagno la direzione del passaggio. Fece rotolare la palla qualche metro in avanti e poi calciò lungo, verso l’altro lato del campo. Alzò un braccio. Disse qualcosa fra sé e sé. Vide un avversario che intercettava la palla e che correva verso l’area. Platini tornò indietro di qualche passo. Vide l’avversario che crossava al centro. Continuò a camminare verso la sua porta. Vide il centravanti avversario che colpiva di testa e la desolazione dei suoi compagni, dopo che la palla era entrata in porta. Platini guardò la panchina, e si avviò verso il centrocampo.

Incipit tratto da:

L’errore di Platini - Francesco Recami
Quarta di copertina / Trama
Questo libro ha avuto una sorte singolare: scritto negli anni Ottanta; quando fu presentato piacque molto, ma il finale che allora appariva troppo crudo, forse crudele, scoraggiò quel tanto di audacia necessario alle scelte di novità e il tempo provvide a relegarlo negli archivi. Da dove proprio il tempo trascorso lo fa emergere come un ritorno, a suo modo profetico, nelle vere radici dell’oggi: piccola genealogia delle inaccettabili e inaccessibili tragedie rinchiuse nelle famiglie e spalancate dalla televisione. Italia profonda. Gianni e Sabrina, trentenni, lui piccolo lavoratore autonomo, lei casalinga, hanno una vita assolutamente, televisivamente, normale, con una triste sciagura: la figlia definitivamente cerebrolesa. Nulla manca alla loro normalità, dal lessico alla messa in piega, e tutto manca alla loro felicità, ma non tanto da renderli infelici. Una sola cosa posseggono sicuramente: loro stessi, l’uno e l’altra e la piccola figlia immota e silenziosa. Finché non arriva una vincita al totocalcio, non così piccola da spenderla spensieratamente, ma non abbastanza grande da cambiare la vita. Ma qualcosa deve cambiare inesorabilmente. E ciò che cambia è la coscienza che Gianni e Sabrina hanno di se stessi. D’un tratto si sentono superiori, come se fossero passati dall’altra parte dello schermo. Immaginano di essere diventati in grado di scegliere, padroni di un proprio destino, questo il male che si insinua. E perdono l’unica cosa che possedevano sicuramente. L’errore di Platini è un racconto freddo, pessimista, con una fine naturale e crudele, in cui i personaggi sono messi a nudo – nei pensieri e nei sentimenti – mentre agiscono le leggi dell’egoismo. Scritto con una narrazione estraniante, che sottrae al lettore ogni partecipazione emotiva alla vicenda ma lo confronta con la caratteristica retorica degli anni Ottanta: il miscuglio di vuoto chiacchiericcio e di forza di manipolazione, di egocentrismo e mancanza di individualità, di esaltato sentimentalismo e narcotica indifferenza, di impotenza e prepotenza, da dove provengono le vite lacerate e i loro dilemmi fatali squadernati nelle cronache dell’attualità.
(Ed. Sellerio: Il Contesto)

Bibliografia Francesco Recami