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Fuggevole turchese – Andrea G. Pinketts

Incipit Fuggevole turchese

Come esci dall’utero te lo mettono nel sedere: è la prassi.
Non so se sia giusto ma poco conta. Sarebbe utile saperlo in anticipo, l’adattamento sarebbe meno traumatico durante l’allattamento. Peccato che nessun neonato, nemmeno il feto prodigio che sono stato, sia in grado di leggere queste righe e quindi capirle. Il neonato è un futuro morto non ancora alfabetizzato. Non lo salva neanche l’intuito. È un bell’ignorantone in formato mignon che non conosce ancora le lettere ma avverte la musica della vita, come un cane fiuta un terremoto prima dei terremotati.

Incipit tratto da:

Fuggevole turchese - Andrea G. Pinketts

Quarta di copertina / Trama
Chi è quella ragazza che non abbiamo mai visto in volto, la cui immagine ci ossessiona da quando eravamo bambini? Sale sul tram proprio quando stiamo per raggiungerla. Un sedere ben tornito, inguainato in pantaloni turchesi, l’immagine della fanciulla compare e scompare. Che sia per caso la morte? Lazzaro Santandrea l’antieroe metropoliano protagonista dei romanzi di Andrea Pinketts indaga. Lui, che non ha mai lavorato in vita sua, si ritroverà a sfacchinare come reclutatore di principi azzurri…
(Ed. Mondadori)

Bibliografia Andrea G. Pinketts

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