La fanciulla è morta – Colin Dexter

A tratti, quel martedì, ebbe la nausea

Incipit La fanciulla è morta

A tratti, quel martedì, ebbe la nausea. Mercoledì diede di stomaco a ripetizione. Giovedì ebbe la nausea a ripetizione, ma diede di stomaco solo a tratti. A fatica venerdì mattina presto, sfibrato, intontito e indicibilmente stanco, trovò la forza di trascinarsi dal letto fino al telefono e cercò di scusarsi con i suoi superiori dalla centrale di Kindlington perché quel giorno di fine novembre con ogni probabilità non si sarebbe presentato in ufficio.

Incipit tratto da:
Titolo: La fanciulla è morta
Autore: Colin Dexter
Traduzione: Luisa Nera
Titolo originale: The Wench Is Dead
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Colin Dexter

Copertine di La fanciulla è morta di Colin Dexter

Incipit The Wench Is Dead

Intermittently,on the Tuesday, he felt sick. Frequently, on the Wednesday, he was sick. On the Thursday, he felt sick frequently, but was actually sick only intermittently. With difficulty, early on the Friday morning – drained, listless, and infinitely weary – he found the energy to drag himself from his bed to the telephone, and seek to apologize to his superiors at Kidlington Police HQ for what was going to be an odds-on non-appearance at the office that late November day.

Incipit tratto da:
Title: The Wench Is Dead
Author: Colin Dexter
Publisher: Pan Macmillan
Language: English
Quarta di copertina / Trama

«Era come se a un drammaturgo inesperto fosse stata affidata una trama che prevedeva un omicidio, e quello si fosse buttato a scrivere pagine e pagine di dialoghi inappropriati, fuorvianti e a tratti contraddittori».
Capita per le mani dell’ispettore capo Morse, costretto in ospedale, un libretto, Assassinio sul canale di Oxford. È una memoria, la minuziosa microstoria di un delitto avvenuto nel 1859, ricerca di una vita dell’anziano colonnello del letto vicino appena spirato che lo ha lasciato al poliziotto come ricordo. Morse legge e, dalla prosa ordinata del colonnello, apprende con ricchezza di particolari dello stupro e annegamento di Joanna Franks, un’avvenente signora in viaggio da sola lungo il canale, passeggera di una chiatta da trasporto di alcolici. L’incubo di una donna per giorni in mano a degli ubriaconi che ai tempi aveva impressionato l’opinione pubblica. Incolpati del delitto furono i tre barcaioli, due dei quali giustiziati e uno deportato dopo due accurati processi.
Ma ci sono discrepanze, strani vuoti e sproporzioni che allertano i sensi annoiati dell’ispettore, che non può evitare di applicare la sua mente enigmistica a costruire trame alternative. Aiutato in questo dalle ricerche sul campo del fido agente Lewis e della affascinante bibliotecaria Christine. La soluzione finale è sorprendente e ineccepibile.
Un giallo in cui niente suona gratuito, artificioso o arbitrario. La vicenda è narrata in presa diretta. Il lettore conosce il libro del colonnello insieme all’ispettore; si insospettisce di ciò che lo insospettisce; segue dall’interno le sue controdeduzioni; riconosce, nei reperti e nelle tracce che la squadra dell’ispettore riesce ancora a reperire, le stesse conferme e smentite che giungono agli occhi di Morse.
Colin Dexter si conferma quale massima espressione del giallo deduttivo classico di scuola inglese. Corretto però da quella carica ironica che rende l’ispettore capo Morse una compagnia memorabilmente divertente.
(Ed. Sellerio; La Memoria)

Bibliografia Colin Dexter

Pubblicato anche con il titolo: Questione di metodo