La giostra dei criceti – Antonio Manzini

Lunedì René guardò l’orologio.

Incipit La giostra dei criceti

Lunedì René guardò l’orologio.
Cinque minuti era il tempo prestabilito, e ne mancavano tre.
Il sudore gli colava lungo la colonna vertebrale appoggiata al palo della luce. La strada era vuota e grigia.
Dalla curva in fondo, spuntavano i banchi di un mercatino rionale. Intravedeva grembiuli colorati, stoviglie, pezzi di baccalà secco che penzolavano da corde sfilacciate. Dall’altra parte della via, dietro un autosalone plurimarche coi vetri appannati dalla sporcizia, doveva esserci la macchina truccata di Cencio, motore acceso, in attesa.
Guardò ancora l’orologio. Fra due minuti e venti secondi Franco e Cinese sarebbero usciti dalla porta a vetri della banca mentre la Bmw, in perfetto sincrono, sarebbe spuntata dall’angolo della strada. E poi via.
Via per sempre.

Incipit tratto da:
Titolo: La giostra dei criceti
Autore: Antonio Manzini
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Antonio Manzini

La giostra dei criceti di Antonio Manzini
Quarta di copertina / Trama

Con un ritmo implacabile, tra commedia, noir e thriller, una galleria di personaggi senza speranza intrecciano le loro esistenze in un girone infernale ambientato tra Tor Tre Teste e l’Agro pontino, specchio di un Paese che sembra avere perduto la nozione piú elementare di umanità.
Dagli alti burocrati che sognano un complotto delirante per risolvere drasticamente il problema delle pensioni, ai piccoli criminali presi in un meccanismo senza scampo, a un impiegato Inps che si crede un giustiziere, tutti cercano di fare la pelle all’altro, pur di fare un passo in piú nella giostra dei criceti.
(Ed. Einaudi)

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