La grande festa – Dacia Maraini

Incipit La grande festa

Mi capita spesso di sognare mia sorella che se ne è andata più di dieci anni fa. E non la vedo con la faccia gonfia e la gola bucata che mi facevano disperare le ultime volte che l’ho vista in ospedale. Il suo viso è sereno e integro: gli occhi sono limpidi, i capelli le scivolano lunghi e lisci sulle spalle. Ha le gambe snelle e robuste e porta ai piedi le scarpe da tennis rosse di quando era ragazza e camminava spedita incontro al futuro.
Nel sogno mi parla, ma le sue parole non mi raggiungono che smozzicate. Non mi sembra triste, ma quieta,pronta ad uno dei suoi scoppi d’allegria. È in procinto di partire, ma per dove? Non mi è dato di saperlo.

Incipit tratto da:

    • Titolo: La grande festa
    • Autrice: Dacia Maraini
    • Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Dacia Maraini

Copertina di La grande festa di Dacia Maraini

Quarta di copertina / Trama

È un linguaggio profondo e complesso quello con cui ci parlano coloro che abbiamo amato e non sono più con noi, ineffabile come il paese che abitano. I sogni e i ricordi sono il solo passaggio per questo luogo in cui le epoche della vita si confondono, “un’isola sospesa sulle acque, dai contorni sfumati e frastagliati”. Così, attraverso il filtro essenziale della memoria e del sogno, Dacia Maraini ci racconta coloro che ha amato, che l’hanno amata e che vivono ora solo attraverso i ricordi: “nel giardino dei pensieri lontani” rievoca e incontra la sorella Yuki, il padre Fosco, Alberto Moravia, Giuseppe Moretti – l’ultimo compagno scomparso prematuramente per una malattia crudele – l’amico carissimo Pasolini e un’inedita e fragile Maria Callas. Perché il racconto ha il potere di accogliere e abbracciare come in una grande festa le persone amate, restituendo al momento della fine, che oggi sempre più si tende a negare, a nascondere, quel sentimento estremo di bellezza e consolazione che gli è proprio.
Dacia Maraini ci regala una storia sincera e struggente, un ritratto memorabile di se che mescola affetti privati e pubblici, felicità e dolore. Un libro capace di emozioni rare, forte di una vita vissuta fino in fondo e del coraggio della narrazione della maggiore scrittrice italiana.
(Ed. Rizzoli; La Scala)

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