Ho una tresca con la tipa nella vasca – Andrea G. Pinketts

Incipit Ho una tresca con la tipa nella vasca

Ho una relazione, apparentemente stabile, con la vita.
È un po’ come un matrimonio cattolico: “finché morte non vi separi”.
Ora, non è che il primo aggettivo che mi venga in mente per definirmi in un epitaffio o per le selezioni di un vituperabile reality show televisivo sia propriamente “fedele”.
Ho altre doti. E sono un cacciatore di dote e dote, in discipline che non mi appartengono ma mi mantengono vivo. Da vero indisciplinato le corteggio, mi lascio sedurre da loro e poi… passo al contrattacco.
Un tipo come me non può essere fedele.
Non può essere fedele troppo a lungo.
Neanche alla vita.
Sia chiaro che non sono un traditore.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Ho una tresca con la tipa nella vasca
  • Autore: Andrea G. Pinketts
  • Casa editrice: Mondadori

Ho una tresca con la tipa nella vasca - Andrea G. Pinketts

Quarta di copertina / Trama
Torna il genio irriverente di Andrea G. Pinketts con una collezione di storie che hanno un filo conduttore chiaro: le donne, l’amore, la morte.
Ma tra le righe di tutti gli amori più o meno infelici che popolano le pagine del libro, si delinea il ritratto di una storia d’amore che va avanti da anni: la relazione tra Pinketts e le Muse. Anzi, forse relazione è eccessivo. Una tresca. La tresca fra Pinketts e le Muse.
Ogni racconto è preceduto da un’invocazione, in rima baciata, come usava una volta. Un’invocazione a cui le Muse hanno evidentemente risposto, perché èimpossibile non innamorarsi dei protagonisti del libro di Pinketts, del suo umorismo surreale, delle sue mirabolanti invenzioni linguistiche, battute fulminanti, situazioni paradossali. Per scoprirci, tra una risata e l’altra, improvvisamente commossi.
Il lettore troverà molti personaggi indimenticabili. Da Gennaro, camorrista in Scandinavia, che si innamora della Sirenetta di Copenaghen. A Pedro, il comunista che, invece di mangiare i bambini, ballava i balli latini. Agli sfortunati eroi della Caduta di Casa Pusher. E ancora: il povero Pungo De Funghis, affetto dalla sindrome di “Lalalalala”. O Giorgia, meravigliosa e infelice hostess del “Salone di Bruttezza”.
Come un pianista che sa creare melodie usando tutti i tasti a sua disposizione, da quelli più bassi fino alle note più acute, Pinketts si lascia possedere dall’ispirazione e scrive un libro che è una sinfonia capace di spaziare da citazioni elevatissime a riferimenti popolari, generando irresistibili e funamboliche armonie.
(Ed. Mondadori)

Bibliografia Andrea G. Pinketts