Io sono il Libanese – Giancarlo De Cataldo

Incipit Io sono il Libanese

Roma, ottobre 1976
Se ne stava appoggiato al muro, dove insisteva il sole di mezza mattina, e fumava con l’aria indolente di chi in carcere si sente a casa propria.
La scoppiò sul lato opposto del cortile. non si precipitò a curiosare. non si rifugiò in cella per evitare guai. non erano affari suoi.
Accorsero guardie, roteando i manganelli. Si diffuse un suono lacerante di sirene. Rimase dov’era, indifferente a tutto, immerso nei sogni che il tempo stava beffardamente sgretolando.
Ma il ragazzo coperto di sangue si abbatté lentamente ai suoi piedi, e l’armadio che lo inseguiva levò alta la scheggia di latta appuntita e si preparò a vibrare il colpo di grazia.
Riconobbe il ragazzo. Comprese che la sorte gli stava offrendo la grande occasione, forse l’ultima, e con una mossa fulminea immobilizzò a mezz’altezza il braccio dell’assalitore.

Incipit tratto da:

Bibliografia Giancarlo De Cataldo

Io sono il Libanese di Giancarlo De Cataldo

Quarta di copertina / Trama
Roma, primi anni Settanta.
Il Libanese è un ragazzo di strada.
Ha un sogno: diventare il re della Roma criminale.
Ma la scalata è dura, quando sei nato nei vicoli e i tuoi unici alleati sono il cervello e il coltello.
Giada è una ragazza dei quartieri alti.
Anche lei ha un sogno: cambiare il mondo.
Sono destinati a incontrarsi, scontrarsi, perdersi, ritrovarsi. Ma è più facile cambiare il mondo che uno come il Libanese.
(Ed. Einaudi; Stile Libero Big)

Bibliografia Giancarlo De Cataldo