La lingua salvata - Elias Canetti
Incipit La Lingua Salvata
Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: « Mostrami la lingua!». Io tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne estrae un coltellino a serramanico, lo apre e con la lama mi sfiora la lingua. Dice: «Adesso gli tagliamo la lingua». Io non oso ritirarla, l’uomo si fa sempre più vicino, ora toccherà la lingua con la lama. All’ultimo momento ritira la lama e dice: «Oggi no, domani». Richiude il coltellino con un colpo secco e se lo ficca in tasca.
(Il mio più lontano ricordo)
Incipit tratto da:
- Titolo: La lingua salvata: Storia di una giovinezza
- Autore: Elias Canetti
- Traduzione: Ada Vigliani
- Titolo originale: Die gerettete Zunge: Geschichte einer Jugend
- Casa editrice: Adelphi