Luisito - Susanna Tamaro

Incipit Luisito

In principio sobbalzò. Cos’altro poteva esserci laggiù, se non un grosso topo? La luce era scarsa, non si intravedevano che sacchetti di plastica, vetri, lattine e avanzi di cibo in decomposizione.
Una volta, alla televisione, aveva visto un documentario ambientato in Canada. Laggiù i secchi della spazzatura erano diventati dei piacevoli ritrovi per gli orsetti lavatori; verso l’imbrunire lasciavano le foreste di conifere e per tutta la notte rovistavano là dentro, con le loro manine nere. Incontrare un orsetto sarebbe stato ben diverso che incontrare un ratto!
Da noi, invece, i cassonetti attirano soltanto gatti randagi, cani senza padrone e pantegane grasse e unte; negli ultimi anni si è aggiunta anche la possibilità di imbattersi in qualche neonato passato direttamente dal calore della placenta al freddo di una busta del supermercato.
Incerta sul da farsi, Anselma rimase immobile a scrutare il punto da cui si era levato quell’insolito rumore, i manici del sacchetto cominciavano a segarle le dita.

Incipit tratto da:

Luisito - Susanna Tamaro

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