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Lussuria – Zhang Ailing

Incipit Lussuria

Sopra il tavolo da majiang la luce resta accesa anche di giorno e, quando si mescolano le tessere, gli anelli di diamanti sprizzano bagliori a destra e a manca. La tovaglia bianca, i cui angoli sono fissati alle quattro gambe del tavolo, è così perfettamente tesa da sembrare ancora più bianca, d’un candore niveo, quasi abbacinante. L’intenso contrasto tra luci e ombre mette in risalto i seni ben modellati di Jiazhi, e il suo viso, che regge bene anche la spietata illuminazione dall’alto. La fronte un po’ stretta e l’attaccatura dei capelli irregolare, invece d’imbruttirla, donano un ulteriore tocco d’eleganza a un volto esagonale già grazioso. L’unica traccia di trucco consiste giusto in un po’ di rossetto carminio che da brillantezza alle labbra sottili e molto ben disegnate. I capelli morbidi e vaporosi le sfiorano le spalle e le braccia che escono da un qipao di satin blu elettrico, lungo fino al ginocchio e ravvivato da un motivo a linee lucide. Il colletto dai bordi arrotondati, alto neanche due centimetri, un po’ all’occidentale, è chiuso da una spilla uguale agli orecchini «a bottone», di zaffiri e brillanti.
( Lussuria )

Incipit tratto da:

  • Titolo: Lussuria
  • Autore: Zhang Ailing
  • Traduzione: Maria Gottardo
  • Titolo originale: Sejie, Yin boayan song hua louhui, duoshao hen
  • Casa editrice: Bur

Lussuria - Zhang Ailing

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