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Il mondo e altri luoghi – Jeanette Winterson

Incipit Il mondo e altri luoghi

Da ragazzo costruivo modellini d’aereoplani.
Non avevamo mai i soldi per andare da nessuna parte; a volte non avevamo nemmeno i soldi per andare a fare la spesa. Di sera eravamo in sei in soggiorno: sei persone e sei ritagli di moquette. Di solito i ritagli, disposti su due file di tre, formavano uno squallido rettangolo, ma al sabato sera, la sera degli aeroplani, ne prendevamo uno a testa e ci sedevamo sopra a gambe incrociate, trepidanti d’attesa come principi d’Arabia. Saremmo volati cia e ci tenevamo con le mani al disotto unto dei nostri tappetini, aspettando la parola magica che ci sollevasse in aria.
(Il mondo e altri luoghi)

Incipit tratto da:

Il mondo e altri luoghi - Jeanette Winterson
Incipit The World and Other Places

When I was a boy I made model aeroplanes.
We never had the money to go anywhere, sometimes we didn’t have the money to go to the shop. There were six of us at night in the living room, six people and six carpet tiles. Usually the tiles were laid two by three in a dismal rectangle, but on Saturday night, aeroplane night, we took one each and sat cross legged with the expectation of an Arabian prince. We were going to fly away, and we held on to the greasy underside of our mats, waiting for the magic word to lift us.
(The World and Other Places)

Incipit tratto da:

  • Title: The World and Other Places
  • Author: Jeanette Winterson
  • Publisher: Knopf Doubleday
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
La natura del tempo, l’amore tra genitori e figli, l’amore tra donne, o tra donna e uomini, il viaggio, la ricerca di sé. Sono questi i temi che affascinano Jeanette Winterson, scrittrice discussa, indomabilmente anticonvenzionale e appassionata. Come in un percorso a tappe lungo la sua intera carriera, questi racconti toccano tutti i motivi a lei cari, soffermandosi ostinatamente sulla fragilità e sulla mutevolezza della passione, sul dissidio fra libertà e appartenenza, fra bisogno di radici e ansia di infinito, eterno tormento di uomini e donne. Pagine in cui il vissuto si trasfigura con straordinaria potenza visionaria fra mondi dove è vietato dormire e isole ricche di diamanti dove i gioielli sono fatti di carbone. Pagine che fanno capire perché Jeanette Winterson , per le sue storie e i suoi brevi e folgoranti apologhi, sia stata accostata dalla critica inglese ai grandi maestri della narrativa breve, da Angela Carter a Italo Calvino.
(Ed. Mondadori; Piccola Biblioteca Oscar)

Bibliografia Jeanette Winterson

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