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La macchia umana – Philip Roth

Incipit La macchia umana

Fu nell’estate del 1998 che il mio vicino Coleman Silk – che prima di andare in pensione, due anni addietro, era stato per una ventina d’anni professore di lettere classiche al vicino Athena College, dove per altri sedici aveva fatto il preside di facoltà – mi confido che all’età di settantun anni aveva una relazione con una donna delle pulizie trentaquattrenne che lavorava al college. Due volte la settimana questa donna puliva anche l’ufficio postale, una piccola baracca rivestita di scandole grigie che pareva aver protetto una famiglia di braccianti dai venti della Dust Bowl negli anni trenta e che, piantata solinga e derelitta a metà strada tra la pompa di benzina e l’emporio, fa sventolare la bandiera americana all’incrocio delle due strade che caratterizzano il centro commerciale di questa cittadina americana.

Incipit tratto da:

La macchia umana di Philip Roth

Incipit The Human Stain

It was in the summer of 1998 that my neighbor Coleman Silk – who, before retiring two years earlier, had been a classics professor at nearby Athena College for some twenty-odd years as well as serving for sixteen more as the dean of faculty – confided in me that, at the age of seventy-one, he was having an affair with a thirty-four-year-old cleaning woman who worked down at the college.Twice a week she also cleaned the rural post office, a small gray clapboard shack that looked as if it might have sheltered an Okie family from the winds of the Dust Bowl back in the 1930s and that, sitting alone and forlorn across from the gas station and the general store, flies its American flag at the junction of the two roads that mark the commercial center of this mountainside town.

Incipit tratto da:

  • Title: The Human Stain
  • Author: Philip Roth
  • Publisher: Vintage
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Coleman Silk ha nascosto il proprio segreto per cinquant’anni, e l’ha nascosto così bene che nessuno ha mai dubitato di lui, delle sue origini, della sua identità. Non hanno avuto il minimo sospetto sua moglie e i suoi figli, né gli amici né i tanti nemici che si è fatto nella lunga carriera accademica.
Alla fine sono le parole a tradirlo. Parole che riemergono da un lontano passato e si ritorcono contro di lui e gettano la sua vita nel caos. Nel giro di pochi mesi è costretto a dimettersi dal college, non riuscendo a difendersi da un’accusa infamante di razzismo. Dopo la morte improvvisa della moglie, si lega a Faunia Farley, una donna di umili condizioni, che pare aver ricevuto dalla vita soltanto violenza e infelicità.
Ma questa relazione tra un uomo anziano, colto e benestante e una donna giovane, povera e quasi analfabeta suscita la condanna di tutti, dai figli di Coleman ai suoi vecchi colleghi dell’università. E suscita soprattutto l’odio feroce di Les Farley, l’ex marito di Faunia, che nella giungla del Vietnam ha perso per sempre ogni capacità di convivere pacificamente con il prossimo.
Non a caso è l’estate del 1998, l’estate del tentativo di impeachment di un presidente che ha scandalizzato l’America, «l’estate in cui il pene di un presidente invase la mente di tutti e la vita, in tutta la sua invereconda sconcezza, ancora una volta disorientò l’America».
Ancora una volta (l’ottava, nell’opera di Philip Roth) , è la voce inconfondibile dello scrittore Nathan Zuckerman a raccontare la storia, a immaginarla, riempiendo le caselle vuote, commentando, cercando di dare un senso alla tragedia e alla farsa, al dolore e al ridicolo.
Come i protagonisti di Pastorale americana e Ho sposato un comunista, Coleman Silk forse non è altro che la quintessenza dell’uomo americano. Un uomo che, nella grande tradizione della frontiera, ha accolto «l’invito democratico a sbarazzarsi delle proprie origini». Incominciando da zero, inventando la propria vita, il proprio passato come il proprio futuro, così come uno scrittore inventa il personaggio di un romanzo.
(Ed. Einaudi; SuperCoralli)

Bibliografia Philip Roth

Da questo romanzo il film La macchia umana (The human stain) per la regia di Robert Benton (2003)
Locandina La macchia umana

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