La moneta di Akragas – Andrea Camilleri

Incipit La moneta di Akragas

Akragas è caduta in mano ai Cartaginesi, dopo un lungo assedio, poco prima del tramonto del giorno precedente il solstizio d’inverno.
Per il nostro calcolo del tempo, nel 406 a.C. Una giornata gelida, inusuale addirittura, ma nessuno ha avvertito il freddo intenso, né i combattenti accaniti nell’ardore della battaglia né i civili arsi dalla paura.
E subito dopo l’abbandono di ogni resistenza si è scatenato il saccheggio, la devastazione, la carneficina, lo scempio.
I Cartaginesi sono comandati da Annibale di Gescone, nipote di Amilcare Gelone, in precedenza vinto dagli Akragantini a Hymera. Una sconfitta bruciante.
È questa sconfitta che Annibale intende vendicare annientando la potenza di Akragas e massacrando i suoi abitanti.

Incipit tratto da:

La moneta di Akragas di Andrea Camilleri
Quarta di copertina / Trama
“Lei che è un uomo di scienza, mi saprebbe dire se un uomo intelligente è intelligente sempre?”
“Se uno è intelligente, lo è sempre. Ma si può dare il caso che un uomo intelligente si comporti da cretino. Avviene spesso, quando si è innamorati.”
Il delegato socchiude gli occhi, sorride, perduto dietro un personale ricordo lontano.
“Vero è.”

406 a.C. Dopo un lungo assedio Akragas si arrende ai Cartaginesi. La città viene distrutta.
1909. La trovatura in un campo di una piccola moneta d’oro, unica al mondo, preziosissima.
Per l’emozione il dottor Stefano Gibilaro, medico condotto di Vigata, cade da cavallo.
Comincia così una storia che si dipana con risvolti inaspettati, tragici ed esilaranti, tra le campagne di Vigata e la Messina distrutta dal terremoto, fino all’imprevedibile conclusione.
(Ed. Skira)

Bibliografia Andrea Camilleri