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Marinai perduti – Jean-Claude Izzo

Incipit Marinai perduti

Marsiglia quel mattino aveva colori da mare del Nord. Diamantis trangugiò in fretta un nescafè nella sala comune deserta. Poi scese sul ponte fischiettando Besame Mucho, il motivo che più spesso gli tornava in mente. Tirò fuori una Cammel da un pacchetto stropicciato, l’accese e si appoggiò al parapetto. A Diamantis quel tempo non spiaceva. Non quel giorno lì, per lo meno. Si era svegliato con un umore già impiastrato di grigio.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Marinai perduti
    • Autore: Jean-Claude Izzo
    • Traduzione: Franca Doriguzzi
    • Titolo originale: Les marins perdus
    • Casa editrice: E/O

Bibliografia Jean-Claude Izzo

Marinai perduti di Jean-Claude Izzo

Incipit Les marins perdus

Marseille, ce matin-là, avait des couleurs de mer du Nord. Diamantis avala, vite fait, un Nescafé dans la salle commune déserte, puis il descendit sur le pont, en sifflotant Besame Mucho, l’air qui lui venait le plus souvent à l’esprit. Le seul qu’il sût siffler aussi. Il sortit une Camel d’un paquet froissé, l’alluma et s’appuya au bastingage. Diamantis, ça ne le gênait pas ce temps. Pas ce jour-là, en tout cas. Depuis le réveil, il avait le moral poissé dans la grisaille.

Incipit tratto da:

Quarta di copertina / Trama
La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre “Ulisse” contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l’Aldebaran (Abdul è il capitano, Diamantis è il suo secondo, Nedim è il marconista), è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore. I tre sono così costretti a un’immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l’una con l’altra. Hanno alle spalle delle storie piene di misteri, di donne che li attendono per anni oppure che li hanno abbandonati, storie di violenze e d’ingiustizie. Diamantis è alla ricerca di una donna amata in gioventù e che forse vive ancora a Marsiglia. E questo porto mediterraneo, città di accoglienza per gli esiliati di tutto il mondo e per i loro misteri, diventa il teatro dell’ultima avventura di questi tre uomini perduti. Il Mediterraneo – racconta Izzo -, dietro la sua apparenza solare e il colore blu del mare, nasconde una crudeltà, un destino tragico che riserva a molti dei suoi figli.
(Ed. e/o)

Bibliografia Jean-Claude Izzo

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