Montedidio - Erri De Luca

Incipit Montedidio

“‘A iurnata è ‘nu muorzo,” la giornata è un morso, è la voce di mast’Errico sulla porta della bottega. Io stavo già là davanti da un quarto d’ora per cominciare beneil primo giorno di lavoro. Lui arriva alle sette, tira la serranda e dice la sua frase d’incoraggiamento: la giornata è un morso, è corta, diamoci da fare. Ai vostri comandi, gli rispondo, e così è andata. Oggi scrivo la prima notizia per tenere conto dei nuovi giorni. Non stò più a scuola. Ho fatto tredici anni e babbo mi ha messo a lavorare. […]

Incipit tratto da:

Montedidio - Erri De Luca

Quarta di copertina / Trama
Non è Gerusalemme, è Napoli, è un suo quartiere dal nome solenne e abusivo, Montedidio, dove frigge la vita di una folle densa e dove neanche i morti se ne stanno quieti.
A tredici anni un ragazzino impara il lavoro, l’italiano e l’ammore, quello con doppia emme.
Si allena in segreto a far volare un magico pezzo di legno.
A un suo amico, un vecchio calzolaio ebreo piovuto dal Nord Europa, arriva finalmente a scadenza una profezia, sotto la specie di un battito di ali.
Protagonista e un luogo, Montedidio, un rilievo di tufo abitato da millenni, stratificato a ossa e ceneri vulcaniche.
Dall’alto di un suo tetto la mezzanotte di capodanno esplode con un cratere, libera voli, spalanca precipizi.
(Ed. Feltrinelli; I Narratori)

Bibliografia Erri De Luca

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