Morte a Firenze – Marco Vichi

Incipit Morte a Firenze

Nel dormiveglia allungò una mano per cercare il corpo caldo di Elvira, ma trovò solo il ruvido lenzuolo di lino e si ricordà che lei se n’era andata. Si sdraiò sulla schiena e si mise a fissare il buio. Un’altra donna era entrata nella sua vita e ne era uscita in fretta, come un proiettile che trapassa la carne. Forse la donna che faceva per lui sarebbe nata fra cento anni, oppure era già nata, vissuta e morta. In ogni caso non l’avrebbe mai conosciuta.
Ogni volta che si ritrovava nuovamente da solo, gli si affacciava davanti un mondo sconosciuto da ricostruire. Era un po’ come rinascere, e sotto il malessere sentiva serpeggiare un senso di libertà…

Incipit tratto da:

Morte a Firenze - Marco Vichi

Quarta di copertina / Trama
Firenze, ottobre 1966. Un delitto orribile sconvolge la città, flagellata da una pioggia incessante, che sembra non voler finire mai. Dopo giorni di indagini a vuoto, Bordelli individua un piccolo indizio al quale si attacca con tenacia, un indizio che porta a un appartamento. Bisognerebbe perquisirlo, ma nessun magistrato darà mai un mandato su elementi così vaghi. E mentre Bordelli prosegue a cercare, a chiedere, a indagare, arriva l’alluvione a cancellare ogni traccia in quell’appartamento. Bordelli resta con un pugno di mosche, l’omicidio sembra destinato a rimanere impunito.
Ma sarà un altro caso a riportare Bordelli sulla pista giusta: bisogna mettere sotto sorveglianza quattro sospetti, anche se gli indizi sono sempre labili e intorno a lui si infittisce la trama di omertà e mistero che circonda tutta la storia. E quando finalmente il commissario arriva a individuare l’anello debole della catena nel più giovane dei sospettati, un colpo di scena ribalta di nuovo la situazione.
(Ed. Guanda; Narratori della Fenice)

Bibliografia Marco Vichi