Moshi moshi – Banana Yoshimoto

Incipit Moshi moshi

Un regista ormai scomparso e che amavo molto, Ichikawa Jun, ha girato un film dal titolo Zawa zawa Shimokitazawa .
È un film che ho guardato non so quante volte a casa dei miei, sola e a notte fonda, quando cercavo il coraggio per trasferirmi a Shimokitazawa. Volevo che il mio corpo assorbisse Shimokitazawa: solo allora mi sarei sentita sicura.

Incipit tratto da:

Moshi moshi - Banana Yoshimoto

Quarta di copertina / Trama
Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l’aria di essere stato un doppio suicidio d’amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall’atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita. Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all’improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita. Moshi moshi – “pronto” al telefono – è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa.
(Ed. Feltrinelli)

Bibliografia Banana Yoshimoto