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L’ombra del passato – Grazia Deledda

Incipit L’ombra del passato

Il cordaio fu il primo ad attaccare le sue più belle corde, dal portone al palo che indicava il limite fra la sua aja e quella di Giovanni La Pioppa.
Era la mattina del Corpus domini. La processione, per eseguire la giravolta, doveva entrare nell’aja del cordaio, attraversare quella di Giovanni, uscire per il portone del zolfanellajo, la cui umile casetta era l’ultima del paese.
Le tre famiglie si tenevano molto onorate di questa preferenza, e ogni anno formavano, con le lenzuola attaccate a due file di corde, una specie di viottolo semicircolare che cominciava dal portone di sion il cordaio e finiva nel portone del zolfanellajo. un palo di qua, uno di la, segnavano appena il limite delle tre aje unite: quella di Giovanni De Marchi, detto Lo Pioppo, era la più grande. Egli era un uomo ricco: anche la sua casa grigia, con le sue persiane verdi al primo piano, superata fra le due casette di Sison e del zolfanellajo, sembrava la padrona fra due serve.

Incipit tratto da:

    • Titolo: L’ombra del passato
    • Autrice: Grazia Delledda
    • Casa editrice: Nuova antologia

Bibliografia di Grazia Deledda

L'ombra del passato di Grazia Deledda

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