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Per alleviare insopportabili impulsi – Nathan Englander

Incipit Per alleviare insopportabili impulsi

Gli ordini furono impartiti dalla casa di campagna a Kuntsevo. Stalin li passò all’agente in comando senza maggior emozione di quando ordinava l’uccisione dei kulaki o dei preti o delle mogli di amici molto cari, se non erano capaci di tenere a freno la lingua. Gli accusati dovevano essere arrestati nello stesso giorno, arrivare ai cancelli della prigione nello stesso momento, e – con un ultimo rantolo simultaneo – essere spediti al diavolo con un’unica crepitante raffica di fucile.
Non era questione di ostilità, solo di fedeltà. Perché Stalin sapeva che si può essere fedeli a un’unica nazione. Non sapeva, invece, i nomi degli scrittori sulla sua lista. Ma il mattino dopo, quando gliela presentarono, firmò senz’altro il mandato, benché adesso i nomi fossero ventisette, e il giorno prima ventisei.
Una cosa di nessuna importanza, salvo forse per il ventisettesimo.
(Il ventisettesimo uomo)

Incipit tratto da:

    • Titolo: Per alleviare insopportabili impulsi
    • Autore: Nathan Englander
    • Traduzione: Laura Noulian
    • Titolo originale: For the Relief of Unbearable Urges
    • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Nathan Englander

Per alleviare insopportabili impulsi di Nathan Englander

Incipit For the Relief of Unbearable Urges

The orders were given from Stalin’s country house at Kuntsevo. He relayed them to the agent in charge with no greater emotion than for the killing of kulaks or clergy or the outspoken wives of very dear friends. The accused were to be apprehended the same day, arrive at the prison gates at the same moment, and-with a gasp and simultaneous ?nal breath-be sent off to their damnation in
a single rattling burst of gun?re.
It was not an issue of hatred, only one of allegiance. For Stalin knew there could be loyalty to only one nation. What he did not know so well were the authors’names on his list. When presented to him the next morning he signed the warrant anyway, though there were now twenty-seven, and yesterday there had been twenty-six.
No matter, except maybe to the twenty-seventh.
(The Twenty- seventh Man)

Incipit tratto da:

  • Title: For the Relief of Unbearable Urges
  • Author: Nathan Englander
  • Publisher: Vintage
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Nessun narratore americano contemporaneo ha saputo rinnovare con tanta originalità – Englander ha trent’anni – quella tradizione dell’umorismo ebraico che va da Philip Roth fino a Woody Allen. Muovendosi tra la raggelata meccanica delle «comiche» da film muto e la clownerie dell’apologo jiddish, Englander mette in scena un catalogo di tic e manie degli ebrei, in una progressione di storie la cui verve comica galleggia leggera sulle grandi tragedie del popolo ebraico.
Reb Yitzhak rivolge lo sguardo alla moglie solo due volte l’anno. La prima quando deve scendere nel seminterrato per tirar fuori i piatti rituali per la Pasqua; la seconda quando per sbarcare il lunario è costretto a travestirsi niente meno che da Babbo Natale davanti a una corte di ragazzini in assetto di guerra. E viene sospettato di pedofilia. Pinchas Pelovic non ha mai pubblicato una riga in vita sua. Ma quando le mura della sua stanza si aprono alla violenza della polizia staliniana, intuisce in carcere che comporrà a memoria il racconto che lo farà felice. Sessanta righe lo legittimeranno di fronte ai piú celebri scrittori, compagni di prigionia, i quali a un passo dall’esecuzione si accaniscono intorno a cavillosissime diatribe talmudiche. Una sera Charles Luger viene folgorato in taxi dalla neshama Jiddish: è la sua anima ebraica che gli impone una grottesca riabilitazione all’ortodossia dietro la guida del primo rabbino disponibile, fosse pure un californiano scovato sull’elenco.
Englander si pone in quella zona di confine in cui ogni conflitto ripete ancora e sempre la tragicommedia dell’esistenza, divisa tra legge di Dio e necessità della Storia, tra le ragioni dell’ebraismo e l’estenuata modernità di fine millennio, tra il coro delle vittime e quello di carnefici confusi e senza volto, come goffe comparse di un film di Groucho Marx.
(Ed. Einaudi; Stile Libero)

Bibliografia Nathan Englander

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