Per sempre – Edoardo Nesi

Incipit Per Sempre

Allora sono seduta sul cornicione del palazzo, è il tramonto e sotto il palazzo ci sono miliardi di persone in silenzio. Seduto accanto a me c’è Gesù, con la sua tunica bianca, i capelli lunghi, la barba. È bello, magro, pulito. Sarà alto come me, forse meno. Profuma di lavanda, ma non quella dei saponi, proprio quella della pianta. Dei cespugli di lavanda. Non dice nulla, non mi guarda. Lo sento respirare piano. Stiamo lì, insieme, accanto, zitti. Se voglio, lo posso toccare. Lo tocco? Sì. È una spalla normale, un po’ ossuta. Lui continua a guardare avanti e non succede nulla. C’è un silenzio incredibile. Mi metto a spenzolare le gambe nel vuoto.
Un vecchio prete mi urla qualcosa con un megafono, davanti all’entrata del mio palazzo, otto piani più giù. Intorno a lui c’è la moltitudine, il mondo, i vivi e i morti. Non sento nulla di quello che dice, non sento un solo suono. Da un camion dei pompieri parte la scala più lunga che abbia mai visto, dritta verso di me, e sale e sale e sale nel silenzio, spinta da quei tubi di metallo lucidissimi. Quando penso che riesca ad arrivare fino a me, d’improvviso si ferma. Si è estesa al massimo, ma manca ancora una decina di metri per raggiungere il cornicione. Mi viene da ridere e dico a Gesù:
– Vedi che non ce la fanno a salvarmi? Faccio ciao con la mano al prete.
– La loro scala più lunga è troppo corta.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Per sempre
    • Autore: Edoardo Nesi
    • Casa editrice: Bompiani

Bibliografia Edoardo Nesi

Copertina di Per sempre di Edoardo Nesi

Quarta di copertina / Trama

Alice ha vent’anni. Ha sette tatuaggi e tredici piercing. È innamorata di un ragazzo che sembra essere improvvisamente svanito nel nulla.
Non si separa mai da un vecchio giubbotto di pelle su cui ha cucito una bandiera americana, e da certi sformati anfibi dell’esercito russo. Il suo lavoro in un call center dal nome Call Me se n’è appena volato via, in qualche città dell’India lontanissima.
Alice prende un antidolorifico ogni volta che lo prende sua madre, perseguitata dal mal di schiena e incapace di smettere di seguire le televendite. Alice non riesce a rifiutare la cocaina. Alice fa dei sogni immensi – di folle immense e cieli immensi, di massacri di disperati colpevoli solo di voler venire a lavorare in Italia.
E in questi sogni, al suo fianco, c’è sempre Gesù. Che la guarda e non dice nulla, non fa nulla, eppure sembra volere qualcosa da lei. È quasi Natale.
In un’epoca in cui il raffinato cinismo sembra essere l’unico strumento intellettuale per comprendere il presente, in una società malata che sembra aver dimenticato Dio se non per invocarlo a sostegno delle proprie ridicole tesi, arriva impetuoso questo romanzo di Edoardo Nesi, che ha il coraggio e la forza di raccontare la nostra storia più semplice e antica, e lo fa con la voce di un personaggio indimenticabile, Alice, che viaggia per noi nella notte fonda dei nostri desideri e delle nostre speranze e ci rende, intatta e accecante, l’emozione immensa e antica di ritrovarci a contatto con il Mistero più grande e meraviglioso.
(Ed. Bompiani; Tascabili Narrativa)

Indice cronologico opere Edoardo Nesi