Per vendetta – Alessandro Perissinotto

Incipit Per vendetta

Se ancora avessi una coscienza, mi sentirei in colpa per quanto è accaduto a Efrem. Se avessi una coscienza direi che faccio tutto questo per riconciliarmi con lei. Tutto questo scrivere, questo andare in giro a domandare, questo ricostruire storie.
Non che io sia responsabile di alcunché, beninteso: Efrem è stato fino all’ultimo il lucido artefice del proprio destino. Eppure, in una regione dell’animo che non mi azzardo a chiamare coscienza, mi ronza fastidiosa l’idea di avergli inoculato il mio cinismo da vecchio misantropo in dose letale per il suo cuore di giovane idealista. Avrei dovuto sapere che il distacco superbo che tiene in vita me e quelli come me avrebbe agito in lui come un veleno, avrei dovuto accorgermene fin dal primo giorno, da quando lo vidi sbarcare all’aeroporto di Ezeiza. Gli leggevi in volto i segni di chi cerca un altrove e mi ricordai le parole di Tabucchi: «Dopo avere veleggiato per molti giorni e per molte notti, ho capito che l’Occidente non ha termine, ma continua a spostarsi con noi, e che possiamo inseguirlo a nostro piacimento senza raggiungerlo mai». Efrem aveva scelto l’Argentina come Occidente irraggiungibile: il solo guaio fu che lo raggiunse.

Incipit tratto da:

Per vendetta - Alessandro Perissinotto

Quarta di copertina / Trama
Efrem Parodi, trentacinque anni, è il nuovo professore di Storia contemporanea della Piccola Città, nel nord-ovest dell’Argentina. Quando arriva in Sudamerica vuole solo inseguire il miraggio di un Nuovo Mondo, dimenticare il proprio passato e lo squallido presente dell’Italia.
Alicia, seduta in prima fila, è l’alunna più brillante del corso. Lui ha il carisma, lei una bellezza selvatica che non lascia scampo. I due si osservano, poi si cercano con gli occhi e poi lo sguardo non basta più: quando infine si accende, la loro passione sembra assorbirli totalmente e placare le inquietudini di entrambi. Ma sotto quel carisma e quella bellezza si nascondono tragedie irrisolte, ferite aperte e profonde come quelle che ancora lacerano il continente sudamericano. E se le ferite tornano in superficie, l’amore si trasforma in follia. Mossi da una comune ossessione, Efrem e Alicia si spingeranno fino alla fin del mundo, in una ricerca destinata a riannodare i fili che uniscono l’Italia all’Argentina, i fili dell’emigrazione ma anche quelli che legano la P2 di Licio Gelli e il Vaticano alla feroce dittatura militare degli anni Settanta.
Partito dal poliziesco, Perissinotto approda a una detection diversa, che si snoda tra gli incubi e i fantasmi della Storia. Il suo ottavo romanzo diventa così un lucido viaggio nella coscienza di un uomo e di due Paesi, un percorso che propone senza ipocrisia il tema della vendetta come consolazione dell’innocente di fronte alle mostruosità del potere.
(Ed. Rizzoli; Best)

Bibliografia Alessandro Perissinotto