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Piccolo Blues – Jean-Patrick Manchette

Incipit Piccolo Blues

A volte succedeva quello che succede adesso: Georges Gerfaut sta guidando sulla circonvallazione esterna. È entrato dalla porta di Ivry. Sono le due e mezzo o forse le tre e un quarto del mattino. Un tratto della circonvallazione interna è chiuso per la pulizia della strada e sul resto del tragitto la circolazione è quasi inesistente. Sulla circonvallazione esterna, ci sono due, tre, al massimo quattro veicoli per chilometro. Alcuni sono camion, spesso molto lenti. Gli altri veicoli sono auto private che viaggiano tutte a gran velocità, ben oltre i limiti consentiti. Tanti autisti sono ubriachi. Come George Gerfaut. Ha bevuto cinque bicchieri di Four Roses. E circa tre ore fa ha mandato giù anche due compresse di un barbiturico potente. Il miscuglio non gli ha fatto venire sonno, ma un’euforia inquieta che minaccia in ogni momento di trasformarsi in collera o anche in una specie di malinconia vagamente cecoviana e comunque amara, vale a dire un sentimento non molto valoroso né interessante. George Gerfaut viaggia a 145 km/h.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Piccolo Blues
  • Autore: Jean-Patrick Manchette
  • Traduzione: Luigi Bernardi
  • Titolo originale: Le petit bleu de la côte Ouest
  • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia di Jean-Patrick Manchette

Piccolo blues di Jean-Patrick Manchette

Incipit Le Petit bleu de la côte Ouest

Et il arrivait parfois ce qui arrive à présent : Georges Gerfaut est en train de rouler sur le boulevard périphérique extérieur Il y est entré porte d’Ivry. Il est deux heures et demie ou peut-étre trois heures un quart du matin. Une section du périphérique intérieur est fermée pour nettoyage et sur le reste du périphérique intérieur la circulation est quasi nulle. Sur le périphérique extérieur, il y a peut-être deux ou trois ou au maximum quatre véhicules par kilomètre. Quelques-uns sont des camions dont plusieurs sont extrêmement lents. Les autres véhicules sont des voitures particulières qui roulent toutes à grande vitesse, bien au-delà de la limite légale. Plusieurs conducteurs sont ivres. C’est le cas de Georges Gerfaut. Il a bu cinq verres de bourbon 4 Roses. D’autre part il a absorbé, voici environ trois heures de temps, deux comprimés d’un barbiturique puissant. L’ensemble n’a pas provoqué chez lui le sommeil, mais une euphorie tendue qui menace à chaque instant de se changer en colère ou bien en une espèce de mélancolie vaguement tchékhovienne et principalement amère qui n’est pas un sentiment très valeureux ni intéressant. Georges Gerfaut roule à 145 km/h.

Incipit tratto da:

Quarta di copertina / Trama
Ci sono persone che non farebbero del male a una mosca. Georges Gerfaut è una di queste, nonostante porti il nome di un rapace, il girifalco. Marito e padre esemplare, impiegato modello, ha alle spalle un’esistenza senza pecche. Cosí quando vede un’auto incidentata ai bordi della strada, si ferma per soccorrere eventuali feriti. Basta un semplice gesto per rivoltare una vita. Gerfaut si trova a essere braccato da una coppia di assassini. E neppure lui avrebbe immaginato di possedere dentro di sé la carica per controbattere, attaccare, vincere. In questo romanzo, con il quale continua la riscoperta di un autore considerato il padre del noir europeo, Manchette offre la sua personale interpretazione di un tema caro alla letteratura: la reazione di un uomo comune di fronte al pericolo. Ma c’è di piú: c’è la descrizione, spietata e tagliente, del malessere che attanaglia l’uomo contemporaneo, un malessere dal quale è possibile tirarsi fuori solo riconquistando l’istinto della bestia feroce, del rapace. Un romanzo tutto spigoli, per molti il capolavoro dell’autore, che su un sottofondo di struggente blues racconta una storia di spietata normalità.
(Ed. Einaudi; Stile Libero)

Bibliografia di Jean-Patrick Manchette

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