Profondo Blu – Jeffery Deaver

Incipit Profondo Blu

Il furgone bianco e malconcio l’aveva messa a disagio.
Lara Gibson sedeva al bancone del Vesta’s Grill sul De Anza a Cupertino, in California, e stringeva lo stelo freddo del suo bicchiere di Martini cercando di ignorare due giovani programmatori in piedi poco lontano da lei che le lanciavano occhiate inequivocabili.
Guardò di nuovo fuori, attraverso la pioggerella che stava cadendo, e non vide traccia dell’Econoline senza finestrini che, ne era convinta, l’aveva seguita dalla sua abitazione, a qualche chilometro di distanza da lì, fino al ristorante. Lara scese dallo sgabello, si avvicinò alla vetrina e scrutò fuori. Il furgone non era nel parcheggio del ristorante. E non era nemmeno dall’altra parte della strada, nel parcheggio della Apple Computer, né in quello accanto, che apparteneva alla Sun Microsystems. Entrambi quei punti sarebbero stati la scelta ideale per chiunque avesse voluto tenerla d’occhio, sempre che il conducente la stesse davvero seguendo.
No, il furgone era solo una coincidenza, decise Lara, una coincidenza messa in risalto da una punta di paranoia.
Tornò al bar e lanciò un’occhiata ai due giovani che alternavano sorrisetti d’intesa a un finto disinteresse.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Profondo Blu
    • Autore: Jeffery Deaver
    • Traduzione: Maura Parolini e Matteo Curtoni
    • Titolo originale: The Blue Nowhere
    • Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Jeffery Deaver

Profondo Blu di Jeffery Deaver

Incipit The Blue Nowhere

The battered white van had made her uneasy.
Lara Gibson sat at the bar of Vesta’s Grill on De Anza in Cupertino, California, gripping the cold stem of her martini glass and ignoring the two young chip-jocks standing nearby, casting flirtatious glances at her.
She looked outside again, into the overcast drizzle, and saw no sign of the windowless Econoline that, she believed, had followed her from her house, a few miles away, to the restaurant. Lara slid off the barstool and walked to the window, glanced outside. The van wasn’t in the restaurant’s parking lot. Nor was it across the street in the Apple Computer lot or the one next to it, belonging to Sun Microsystems. Either of those lots would’ve been a logical place to park to keep an eye on her — if the driver had in fact been stalking her.
A coincidence, she decided — a coincidence aggravated by a splinter of paranoia.
She returned to the bar and glanced at the two young men who were alternately ignoring her and offering subtle smiles.

Incipit tratto da:

  • Title: The Blue Nowhere
  • Author: Jeffery Deaver
  • Publisher: Pocket Books
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Phate è il suo nome in codice. Sconosciuta la sua vera identità. È un hacker senza scrupoli che, grazie a un programma da lui stesso elaborato, può penetrare in qualsiasi sistema informatico, violare ogni computer, spiare la posta elettronica, impadronirsi di dati personali, assumere diverse identità. Con fredda precisione sceglie la sua vittima e la conduce verso la morte. Nessuno è al sicuro nel suo terreno di caccia, la Silicon Valley in California, il centro mondiale dell’industria informatica. Per fermare la sua follia omicida, il detective Frank Bishop è costretto a chiedere aiuto a Wyatt Gillette, detenuto per crimini informatici, l’unico capace di tenere testa al serial killer. Ma mentre Wyatt insegue Phate nei labirinti della rete, il killer bracca gli investigatori. Un romanzo dal meccanismo perfetto che unisce le atmosfere del cyber-thriller alla sottile inquietudine dello psycho-thriller.
(Ed. Rizzoli BUR; Narrativa)

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