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Il quadro delle meraviglie – Andrea Camilleri

Incipit Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema

Presentare Andrea Camilleri a prima vista parrebbe un compito abbastanza facile: in fondo è sufficente aprire la porta dell’immaginazione e lasciare, proprio come faremmo con un amico che ci viene a trovare, che faccia il suo ingresso. Lo conosciamo bene. Quindi, per presentarlo ci si potrebbe perfino affidare all’annuncio di un banditore che, battuto il bastone a terra, pronunciasse il protocollare: Ecco a voi…
In effetti però – sono certo che proprio questo state pensando – potremmo pure fare a meno di questa gentilezza tipica di un rituale aristocratico. Andrea Camilleri potrebbe tranquillamente varcare quella porta anche senza nessuna informazione preliminare sulla sua identità perché sarebbe ugualemente riconosciuto da tutti. Non è certo un caso, il suo, in cui si possa pensare che ci sia una distanza che debba essere colmata tra autore e lettore.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema
  • Autore: Andrea Camilleri
  • Casa editrice: Sellerio

Il quadro delle meraviglie di Andrea Camilleri

Quarta di copertina / Trama
«Chiamerò questo stile: rappresentazione multipla della realtà», scrive Roberto Scarpa nell’introduzione a questi testi teatrali, interrogandosi su ciò che unisce Camilleri romanziere e drammaturgo: è il teatro, con il suo raccontare «dal vivo» e «nel vivo» la complessità umana, che ha aiutato il creatore del commissario Montalbano a rappresentare simultaneamente le storie, i personaggi e le ipotesi che i personaggi stessi si formano delle proprie vicende. La teatralità, grazie alla quale ha potuto sviluppare la sua arte della rappresentazione multipla che avvince nel suo raccontare. «Perciò, insofferente davanti ai metodi che riducono la complessità dell’umano, annoiato a morte dal pessimismo, quand’ancora era giovane, Camilleri, proprio come Stevenson, ebbe uno scatto improvviso di impaziente desiderio di salute: come una scossa di scetticismo riguardo allo scetticismo. Si rese conto che non c’è proprio niente da fare con il nulla: non ci si ricava niente…
«Avvenne così che, per gran parte della sua vita, e comunque per quella parte che gli fu necessaria a costruire il proprio talento, Andrea si installò felicemente nel teatro: fu quello il luogo dove, proprio perché non c’è niente, poteva accadere tutto: anything goes. Così il teatro, luogo della ricerca perenne e inesausta, della curiosità e del gioco, lo ripagò diventando la sua casa. Quella fu la sua evasione: un’evasione riuscita che, come era inevitabile, lo condusse poi a inoltrarsi nel territorio infinito delle storie, che divenne la sua seconda casa. Perché questo è ciò che noi teatranti troviamo nel teatro, non una storia ma il luogo dove le storie si moltiplicano: il luogo cioè della prima e più antica gioia dell’umanità».
(Ed. Sellerio; La nuova diagonale)

Bibliografia Andrea Camilleri