Il riflusso della marea – Robert L. Stevenson

Incipit Il riflusso della marea

Sparsi lungo tutta la miriade delle isole del Pacifico, uomini di molte razze europee e di quasi ogni estrazione sociale trafficano e seminano epidemie. Alcuni fanno fortuna, altri tirano a campare. Alcuni hanno scalato i gradini di un trono e sono divenuti proprietari di isole e flotte, altri ancora devono prendere moglie per guadagnarsi da vivere, e mantenuti in perfetto ozio da un bel donnone giulivo e color cioccolata e vestiti come indigeni, eppure rivelando nel portamento e nei gesti la loro origine forestiera, e fors’anche qualche residuo dell’ufficiale e gentiluomo che furono (come il monocolo), sprofondati in verande ombreggiate dalle palme intrattengono capannelli di gente dell’isola al racconto dei loro ricordi del music-hall. E ve ne sono altri ancora, meno duttili, meno capaci, meno fortunati, e forse meno abietti, che anche in queste isole dove regna l’opulenza continuano a patir la fame.

Incipit tratto da:

Il riflusso della marea di Robert L. Stevenson
Incipit The Ebb-Tide

Throughout the island world of the Pacific, scattered men of many European races and from almost every grade of society carry activity and disseminate disease. Some prosper, some vegetate. Some have mounted the steps of thrones and owned islands and navies. Others again must marry for a livelihood; a strapping, merry, chocolate-coloured dame supports them in sheer idleness; and, dressed like natives, but still retaining some foreign element of gait or attitude, still perhaps with some relic (such as a single eye-glass) of the officer and gentleman, they sprawl in palm-leaf verandahs and entertain an island audience with memoirs of the music-hall. And there are still others, less pliable, less capable, less fortunate, perhaps less base, who continue, even in these isles of plenty, to lack bread.

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