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Il regno animale – Francesco Bianconi

Incipit Il regno animale

La grande città del nord è sverginata dal primo sottozero dell’anno. Una Signora grassa di fianchi e alta di statura, intabarrata in un lungo loden, esce di casa e guarda il cielo. Indossa occhiali a lenti spesse, e parte della montatura in osso è tenuta insieme da un pezzetto di nastro isolante. Sorride, respirando l’aria gelida della mattina con la soddisfazione di chi assapora un frutto molto dolce e succoso. Il carrozziere sul marciapiede di fronte, uscito per sbrinare il vetro di un’auto in sosta appena fuori dall’officina, la nota e scuote la testa.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Il regno animale
  • Autore: Francesco Bianconi
  • Casa editrice: Mondadori

Il regno animale di Francesco Bianconi

Quarta di copertina / Trama
A Milano piove di una pioggia ininterrotta. I ragazzini spacciano la coca a Quarto Oggiaro e i ricchi la fumano nelle feste in casa, sciolta in forma di free-base. Barboni e tossici brancolano come zombie, e negli aperitivi alla moda qualsiasi cosa è “carina” e “interessante”.
Alberto è arrivato dalla provincia attirato da un’inserzione che promette un lavoro. Vorrebbe scrivere, o almeno fare una vita avventurosa da giornalista. Sogna un futuro e ha problemi di erezione. Esce con Susi, bella e magra come la bassista di una band inglese, il corpo pieno di piccoli tagli. Carlo invece è rimasto in paese: da bambino con Alberto pescava le rane, coraggioso come un eroe, adesso è ingrassato e passa le giornate al bancone del bar ubriaco di Fernet.
Alberto scopre il mondo, e gli fa piuttosto schifo. Tutto gli sembra irrimediabilmente contaminato, corrotto: il lavoro, la musica, il sesso. A volte si sente invadere da un’ondata di tristezza stranamente accogliente. Lo terrorizza, su tutte, un’idea: “Ho paura di morire e avere vissuto senza essere servito a nessuno. Certe volte immagino il mondo che osserva il mio corpo senza vita: lo osserva un secondo, poi guarda l’orologio e tira avanti”.
Questa è la storia di un ragazzo, di una generazione, di un trancio di società occidentale. Il primo romanzo di Francesco Bianconi è una sorpresa e una conferma. Il leader dei Baustelle, acclamato poeta della canzone, esordisce con un’opera potente e originale, un inno al nostro tempo. Non ha paura di insozzarsi le mani con quanto di meno nobile, di più animale, si muove nelle viscere di questa società, e del suo animo. Ecco perché questo romanzo, poetico e sociale, riesce a essere anche così spietatamente emozionante.
(Ed. Mondadori; Strade Blu)