La ragazza che giocava con il fuoco - Stieg Larsson
Incipit La ragazza che giocava con il fuoco
Era legata con cinghie di cuoio a una stretta branda con il telaio in acciaio. Le cinghie tese sopra il torace premevano. Era stesa sulla schiena. Le mani bloccate all’altezza dei fianchi.
Ormai aveva rinunciato da tempo a qualsiasi tentativo di liberarsi. Era sveglia ma teneva gli occhi chiusi. Se li avesse aperti si sarebbe ritrovata al buio, l’unica fonte di luce era una debole striscia che filtrava da sopra la porta. Si sentiva in bocca un sapore cattivo e non vedeva l’ora di potersi lavare i denti.
Una parte della sua coscienza tendeva l’orecchio per cogliere il rumore di passi che avrebbe indicato che lui stava arrivando. Non aveva la minima idea di che ora della sera fosse, al di là del fatto che aveva l’impressione che cominciasse a essere troppo tardi perché venisse a trovarla. Un’improvvisa vibrazione della branda la indusse ad aprire gli occhi. Era come se un macchinario di qualche genere si fosse
avviato da qualche parte all’interno dell’edificio. Ma dopo un paio di secondi non sapeva se fosse stata solo un’illusione oppure se il rumore fosse stato reale.
Mentalmente spuntò un altro giorno sul calendario.
Era il suo quarantatreesimo giorno di prigionia.
(Prologo)
Incipit tratto da:
- Titolo: La ragazza che giocava con il fuoco
- Autore: Stieg Larsson
- Traduzione: Carmen Giorgetti Cima
- Titolo originale: Flickan som lekte med elden
- Casa editrice: Marsilio