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La regina disadorna – Maurizio Maggiani

Incipit La Regina Disadorna

Oltre la Persia dei Re, sui primi contrafforti calcarei delle montagne dell’Oxiana, cresce un piccolo bulbo, il croco sativo.
Per tutta la ventosa primavera e per la secca estate non fa che vivacchiare, vegetando lentamente cinque lunghe e sottilissime foglie colorate di un verde azzurrino striato d’argento. Poi, con le prime piogge d’autunno, apre il suo fiore, a volte turchino, a volte violetto. È un fiore di cinque petali che si uniscono in un delicato calice; maturando dal giallo acceso all’arancio.

Incipit tratto da:

Bibliografia Maurizio Maggiani

La regina disadorna di Maurizio Maggiani

Quarta di copertina / Trama
Un prete ragazzo e una regina bambina. Lo scenario solennemente operaio del porto di Genova e quello solennemente primitivo di un’isola sperduta nel Pacifico. Due vite si sfiorano alle miracolose altezze dell’innocenza e della giovinezza sopra i paesaggi del secolo, le ferite della storia, l’invadenza del caso. E a segnare l’umana avventura della moltitudine di personaggi che si muovono intorno, il passo inconfondibile della speranza. Romanzo sull’innocenza dei popoli, sull’aristocrazia delle anime e dei corpi, sul maestoso pudore dell’amore materno, popolato di animali, paesaggi, prodezze della natura, La regina disadorna è una grande favola storica. Comincia ai primi del secolo nel porto di Genova, apocalisse di uomini e macchine, lingue e dialetti, opere e merci. Figlio della bizzosa sensualità di Sascia e della virile bellezza di Paride, Giacomo è un ragazzo modellato. Dalla sua giovinezza, e destinato a rimanerle fedele. Uscito dal seminario, dopo la parentesi d’ombra della seconda guerra mondiale, è uno stranito sacerdote, inviato come missionario in un’isola del Pacifico. A Moku Iti, sotto il suo nero vulcano, nel suo azzurro ignoto e familiare a un tempo, Giacomo impara la febbrile indolenza di un popolo che – lui lo sa bene – non ha bisogno della sua religione. La figlia di re John, Lucy, gli cresce accanto, bella della sua voce miracolosa, forte della sua docile fermezza, avviata a un destino di regina bambina. Giacomo e Lucy si dicono muti le parole indecifrabili che fanno da ponte fra due civiltà, fra due storie, fra due mondi, l’uno e l’altro minacciati dalla fine, ma entrambi depositari di un’ultima ricchezza, di un’ultima folgorante disadorna verità.
(Ed. Feltrinelli; Economica Universale)

Bibliografia Maurizio Maggiani

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