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La rizzagliata – Andrea Camilleri

Incipit La rizzagliata

“Assolutamente no!” sclamò Michele Caruso, il direttore.
“Vorrei chiarirti…” insisti Alfio Smecca, redattore capo e conduttore del notiziario regionale di prima serata.
“Non hai niente da chiarirmi, Alfio”.
“Ma è ‘na pura e semplici notizia di cronaca, Miche! “.
“Quanto sei ‘nnuccintuzzo, Alfiù! Tiè, mozzica il ditino!”.
“Non capisco, Miche”.
“Ma come, avrebbero mandato un avviso di garanzia al figlio dell’onorevole Caputo e tu me la chiami ‘na pura e semplici notizia di cronaca?”.
“Pirchì, non lo è ‘na notizia di cronaca?”.
“Certo che lo è! Ma sto sforzannomi di farti capire che non è né pura né semplici! E tu lo sai benissimo! Perciò la conclusione è che ti sei completamenti rincoglionito”.
“Ti faccio notare che stai esercitando una censura assolutamente indebita. Non solo buchi una notizia, ma ci fai perdere uno scoop dato che noi siamo i primi a sapere che…”.
“Ti metti a parlari in taliàno, ora? Mi voglio perdere lo scoop, va bene ? La notizia la passo, non la censuro, ma nell’ultimo notiziario”.

Incipit tratto da:

Bibliografia Andrea Camilleri

La rizzagliata di Andrea Camilleri

Quarta di copertina / Trama
Non può esserci posto per un commissario alla Montalbano nella Palermo di questo romanzo. Montalbano è, qui e ora, un’icona proverbiale distratta nei paesaggi remoti della giubilazione. Viene evocato, ma solo a sproposito. «Non è che ora ti devi mettiri a fari il commissario Montalbano», si dice; e l’iperbole è riservata alla vocazione investigativa di una segretaria, che è una «vera e propra minera di sparlerie, curtigliarate, maledicenze». Il romanzo si colloca nelle vicinanze della cronaca più recente. E dà una rappresentazione storicamente ravvicinata del generale insordidamento politico: delle occulte geometrie e delle segrete intese fra poteri forti trasversali alle colorazioni stinte dei partiti; degli strusciamenti della corruzione; delle collusioni mafiose; dei vari gradi di perversione del linguaggio velato o atteggiato, elusivo o reticente, ossequioso o intimidatorio. Le apparenze abbagliano. Ed è sconsigliato denudare le parole e interpretare i fatti. L’impermeabilità della politica irradia di sé le carriere, nelle aziende pubbliche, e i passaggi dei pacchetti azionari nella Banca dell’Isola; e persino le alcove: le fedeltà e le infedeltà coniugali; l’amor costante e le passioni tattiche. La giostra, che la politica fa intorno al cadavere di una studentessa assassinata e al fidanzato raggiunto da un avviso di garanzia, viene seguita, e assecondata, dal direttore del telegiornale isolano. Anche gli innocenti, che credono di star fuori o ai margini della trama, e sanno come «cataminarisi», hanno le loro tare e qualche inaspettato tornaconto nel romanzo. L’ingarbugliamento della vicenda, il labirintico concrescere della trama, annoda e invischia tutti; e impedisce che si arrivi a decifrare il calcolo ordinato dietro l’apparente contraddittorietà dei particolari, e a riconoscere quell’istanza di superiore controllo che nulla ha lasciato al caso. Qualcuno, in alto, ha lanciato il rezzàglio, la rete da pesca. E ha tirato su il bottino che gli premeva. «Ittari nna rizzagghiata», dicono i vecchi dizionari fraseologici del dialetto siciliano, significa «non lasciar uscir di mano nulla, né perdere occasione alcuna di qual si voglia poca importanza ch’ella si sia». La verità è confezionabile, come qualsiasi menzogna. La verità autentica trova spazio solo nell’utopia fantascientifica della letteratura. Nell’ipotesi di un soggetto cinematografico, per un possibile film da intitolare Girotondo attorno a un cadavere. L’autore del «soggetto» è però un «fituso» informatore, capace d’inventare romanzi sull’attualità, per poi spacciarli come «verità di vangelo». E pretende, addirittura, di vendere le sue fantasie all’artefice mafioso della «rizzagliata» politica. Il «fituso » scompare nella notte. Tocca a Camilleri riscattare il soggetto romanzesco, gettare a spaglio la propria rete, e fare la Rizzagliata: il romanzo suo più nero, che ora esce in Italia, dopo il successo raccolto in Spagna con il titolo La muerte de Amalia Sacerdote.
Salvatore Silvano Nigro
(Ed. Sellerio; La memoria)

Bibliografia Andrea Camilleri

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