Riti di morte - Alicia Giménez-Bartlett
Incipit Riti di morte
qualche tempo dopo la mia seconda separazione decisi di cercarmi una casetta con giardino in città . Un obiettivo difficile, ma ci riuscii. Era qualcosa di più che un capriccio. Troppi anni passati in appartamenti con mobili funzionali e un gran congelatore. Ora mi si presentava l’occasione di abitare da sola in un posto tranquillo, e volevo che fosse un’opportunità per cambiare. La casa era a Poblenou, un quartiere non troppo lontano dal centro. Tutt’intorno c’erano case vecchie e cadenti come quella che avevo comprato fiancheggiate da capannoni industriali, imprese di trasporti, rimesse degli autobus. Un passaggio abbastanza desolato, malgrado i tentativi di recupero compiuti dal comune. Ma la domenica i cancelli delle fabbriche erano chiusi, i camion sparivano e si respiravano un’inusitata tranquillità .
Incipit tratto da:
- Titolo: Riti di morte
- Autore: Alicia Giménez-Bartlett
- Traduzione: Maria Nicola
- Titolo originale: Ritos de muerte
- Casa editrice: Sellerio
Quarta di copertina / Trama
Quarto appuntamento con Petra Delicado, ispettore della policÃa nacional di Bercellona, e col suo vice FermÃn Garzón. Ma in Spagna, dove i due investigatori sono nati e godono di un successo di lettori, e televisivo, di lunga durata che comincia a proseguire anche in Italia, Riti di morte è la prima avventura investigativa della coppia. E dato che siamo in effetti alla prima uscita, Giménez Bartlett presenta distesamente i suoi due personaggi. Petra è emersa da poco da una crisi esistenziale - il naufragio di due matrimoni, un lavoro di avvocato che non l’appagava -, è entrata in polizia dove, in quanto donna - sostiene lei - è stata parcheggiata negli archivi, fino a questo caso spinoso e scabroso: un violentatore seriale che lascia un tatuaggio sulle sue vittime («il fiore» lo denomina Garzón, con una delle sue frequenti metafore, immaginifiche e popolaresche insieme). Garzón, invece, viene dalla Spagna più interna e più pigra, Salamanca; e di lui, lento, grasso, leale, carico di esperienza e di pregiudizi, ma ricco di uno spirito sorprendentemente rapido nel superarli, Petra stenta a trovare la chiave interpretativa, la via d’accesso per superare le sue resistenze a dover ubbidire a una donna dotata per altro del carattere di un detective americano da hard boiled school. E l’investigazione si articola mentre i due animano la loro schermaglia che sembra quasi un gioco erotico sublimato: Petra disprezza provoca e tormenta, FermÃn cede resiste e abbozza e poi trova una uscita che persuade e conquista il suo capo. Intanto, secondo un ritmo narrativo che è puro divertimento, intorno a questo duello si consolida la scorza dura che rende un’amicizia anche una macchina di investigazione formidabile. E chi legge ritrova e riconosce la materia che sostanzia il giudizio che della Giménez Bartlett ha dato Cesare Cases. Che siamo di fronte a un genio mediterraneo per il giallo, consistente nell’umorismo di un dialogo che rende l’intrigo poliziesco mosso, espressivo e ameno come una commedia di costume.
(Ed. Sellerio: La Memoria)
