La sposa segreta – Giovanni Arpino

Nessuno si ricorderà di me.

Incipit La sposa segreta

Nessuno si ricorderà di me.
Quante volte se l’era detto, durante gli ultimi mesi? Accadeva nell’attesa del primo sonno, tra una vaga punta d’ansia e un sorriso: il tremolio di quel pensiero barcollava come candela nel buio: nessuno si ricorderà di me, Paola B., forse non sono niente, un perfetto rotondissimo zero, l’ombra d’un’ombra sul muro, un’inutile idea incarnata in inutile persona.
Poi il sonno prevaleva con la sua lenta, animale dolcezza, e così quell’invisibile sorriso interiore.
Vi sono creature che sfiorando un ortica la trasformano d’incanto in pepite d’oro. Altre invece, uscendo di casa, inciampano sciaguratamente due volte nella stessa identica pietra. Ma ve ne sono ancora che vivono sognando seminagioni vittoriose e ignorano le tegole cascatogli i testa. Sono quest’ultime le anime che muovono il mondo.
Ad esse apparteneva Paola, poco più che cinquantenne, vedova, da alcuni anni in pensione dopo una lunga, inerte vita impiegatizia.

Incipit tratto da:
Titolo: La sposa segreta
Autore: Giovanni Arpino
Casa editrice: CDE su licenza Garzanti

Bibliografia Giovanni Arpino

Copertine di La sposa segreta di Giovanni Arpino
Quarta di copertina / Trama

Cinquantenne torinese, vedova, in pensione da pochissimi mesi, Paola – la protagonista – vive assieme al figlio Carlo, ventisettenne di successo tuto dedito al proprio lavoro.
Costantemente chiuso nella sua stanza dove elabora colonne musicali per spettacoli cinematografici, Carlo pare vive in perfetta simbiosi con sintetizzatori elettronici e altri complicatissimi strumenti di alta fedeltà.
Un giovane insomma, tutto casa e lavoro, che non viene neppure sfiorato dall’idea di prendere moglie. Ed è proprio questo il grande cruccio di Paola che decide di trovare lei, più realista e concreta, la sposa “giusta” per quel figlio troppo lontano dal mondo dei sentimenti.
Una moglie di quelle vere, pensa Paola, “Belle, sane, concrete, che ridono per una pacca sul culo. Contente anche se non vedono più in là del naso… Pronte e dolci. Più eterne che antiche…” Densa di incontri, di imprevisti, di inattese rivisitazioni, inizia così l’avventura – viaggio – di Paola alla ricerca di un ideale.
Un ideale eterno che pare non avere un volto femminile ben preciso, ma piuttosto i tratti indefiniti di un gran sentimento, l’amore.
Ma solo chi apprezza l’amore, chi lo cerca, può veramente incontrarlo e Paola, messaggera di sentimenti eterni, farà lei stessa, un giorno, quel certo incontro…
(Ed. CDE su licenza Garzanti 1983)

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