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Serpenti nel Paradiso – Alicia Giménez-Bartlett

Incipit Serpenti nel Paradiso

La prima accoglienza fu uno schiaffo di calore, umido, adesivo. La seconda non ci fu affatto. Nessuno era venuto ad aspettarmi all’aeroporto di El Prat. Nessuno era stato avvisato del mio arrivo. Questo può bastare per spiegare il deserto umano che mi trovai di fronte. Eppure, contro ogni logica, rimane sempre la speranza che all’arrivo una piccola delegazione agiti un cartello col tuo nome e si lanci ad abbracciarti in segno di amicizia.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Serpenti nel Paradiso
    • Autrice: Alicia Giménez-Bartlett
    • Traduzione: Maria Nicola
    • Titolo originale: Serpientes en el paraíso
    • Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Alicia Giménez-Bartlett

Serpenti nel Paradiso di Alicia Gimenez-Bartlett

Incipit Serpientes en el paraíso

El primer recibimiento fue una bofetada de calor, húmedo, adhesivo. El segundo no existió. Nadie fue a esperarme al aeropuerto de El Prat. A nadie avisé de mi llegada. Ésa pudo ser una buena razón que justificara el desierto humano con el que me encontré. Sin embargo, contra toda lógica, siempre se tiene la esperanza de que, al llegar, un pequeño comité agite una pancarta con tu nombre y se lance a tus brazos en señal de amistad.

Incipit tratto da:

Quarta di copertina / Trama
«È facile tirare un calcio in una pozza maleodorante, ma avvicinare la punta del piede al laghetto dei cigni è un’altra cosa». Petra Delicado e il suo vice Fermín Garzón, della policía national di Barcellona non si trovano esattamente nel loro ambiente vicino al laghetto dei cigni. Le loro inchieste – inchieste dure e lente, che procedono macinando chilometri, senza illuminazioni e colpi d’intuizione ma mostrando la tenacia dei mastini (mastino soprattutto lei, Petra; più bonario e moralista Fermín) – hanno per lo più smosso pozze maleodoranti, o simili: complotti di gangster, delitti maturati al confine tra il mondo del vizio e quello dello spettacolo, violentatori seriali, omicidi nel parco. Stavolta, invece, al loro quinto caso, devono risolvere un crimine che matura in un sobborgo ricco della città, il quartiere «Paradís»: ville rasserenate da giardini di ombrosa geometria, coppie molto per bene con servitù filippina, carriere dorate, bambini radiosi, e salde tradizioni di famiglia. Nella sua piscina, colpito alla testa, galleggia il corpo di Juan Luis Espinet, marito virtuoso, giovane padre di famiglia, uomo elegante e bellissimo, avvocato del famoso studio di famiglia, ma ancor più bravo del padre: «era il numero uno in tutto», giurano le due coppie dei suoi amici più cari. Non c’è un’ombra sulla sua vita. Come non ce ne sono in quelle degli amici. E contro il castello illusionistico del «Paradís», o in quel nido di vipere dissimulato, cominciano ad abbattersi i colpi di maglio di Petra e Fermín. Mentre intorno lo scenario si complica con la grazia comica di una commedia degli imbrogli: una visita del papa in città, un cardinale che sembra uscito dal rinascimento, il simpatico giudice bon vivant, una coppia di sorelle infaticabili e procaci, Fermín che fa lo zerbinotto punito e Petra nella parte di Cupido. Perché, probabilmente, la base del successo e del piacere della lettura che danno i gialli d’ambiente della Giménez Bartlett, è che essi sembrano polizieschi in forma di commedia: quadri vividissimi di interni o di esterni sempre spazialmente caratterizzati, personalizzati, si direbbe, fino al dettaglio umano, e dominati dal dialogo piuttosto che dalla descrizione. Una mano felice di scrittrice che fa di lei, come ha detto un grande critico, «un genio mediterraneo per il giallo».
(Ed. Sellerio; La Memoria)

Bibliografia Alicia Giménez-Bartlett

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