Signor Malaussène - Daniel Pennac
Incipit Signor Malaussène
Il bambino era inchiodato alla porta come un uccello del malaugurio. I suoi occhi plenilunio erano quelli di una civetta.
Loro erano sette e salivano le scale quattro a quattro. Naturalmente ignoravano che questa volta gli avevano inchiodato un moccioso alla porta. Pensavano di aver già visto tutto e quindi correvano verso la sorpresa. Ancora due piani e un piccoli Gesù di sei o sette anni avrebbe sbarrato loro la strada. Un bimbo-dio inchiodato vivo a una porta. Chi può immaginare una cosa simile?
Incipit tratto da:
- Titolo: Signor Malaussène
- Autore: Daniel Pennac
- Traduzione: Yasmina Melaouah
- Titolo originale: Monsieur Malaussène
- Casa editrice: Feltrinelli
Quarta di copertina / Trama
È Benjamin Malaussène di professione capro espiatorio, che parla a Signor Malaussène, suo figlio in procinto di nascere, per presentargli la tribù Malaussène, la sua futura famiglia.
In un Belleville assediata dagli ufficiali giudiziari, qualcuno - chissà chi? - oppone una strenua resistenza. Al centro dell’azione il cinema Zèbre, dove si vorrebbe proiettare, una sola volta prima che venga distrutto, il Film Unico di un vecchio e celebre produttore cinematografico. Come contorno, la scomparsa di alcune prostitute meravigliosamente tatuate…
Dalla profonda e ironica consapevolezza del male, che scorre lungo tutta l’opera di Pennac, deriva, anche in quest’ultimo capitolo della storia dei Malaussène, la predilezione dell’autore per le creature fragili ed emarginate che, sole, possono salvare il mondo. Creature che trovano in Julie, Clara, Thérèse, Jeremy, il piccolo Verdun, È Un Angelo, per tacere di tutti gli altri, una voce divertente, delicata, fantasiosa. Ormai classica.
(Ed. Feltrinelli; Universale Economica)
