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Stella del mare – Joseph O’Connor

Incipit Stella del mare

Tutta la notte andava per la nave, da poppa a prua, dall’imbrunire fino alle prime luci, lo zoppo del Connemara secco come un palo, spalle cadenti e panni color cenere.
I marinai, le guardie, gli appostati nei pressi della plancia, sviando gli occhi dalla conversazione o dal lavoro solitario, lo vedevano incedere nel vaporoso buio: circospetto, furtivo, sempre solo, il piede sinistro trascinato come il peso di un’ancora. Aveva una bombetta accartocciata in capo; una sciarpa sdrucita attorno al mento e alla gola; e un cencioso pastrano militare, di una tale sporcizia da convincerti che non fosse stato pulito mai.
Si muoveva con una decisione da sembrar quasi cerimoniale, e una strana solennità stracciona: come un re delle favole, travestito e in incognito tra i sudditi. Aveva braccia molto lunghe, e due occhi brillanti come spilli. Spesso mostrava in volto un profondo stupore, o premonizione, quasi che la sua vita fosse arrivata a un punto non più spiegabile; o che, a quel punto, si stesse sempre più avvicinando.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Stella del mare – Addio alla vecchia Irlanda
  • Autore: Joseph O’Connor
  • Traduzione: Massimo Bocchiola
  • Titolo originale: Star of the Sea
  • Casa editrice: Guanda

Stella del mare - Joseph O Connor
Incipit Star of the Sea

All night long he would walk the ship, from bow to stern, from dusk until quarterlight, that sticklike limping man from Connemara with the drooping shoulders and ash-coloured clothes.
The sailors, the watchmen, the lurkers near the wheelhouse would glance from their conversations or their solitary work and see him shifting through the vaporous darkness; cautiously, furtively, always alone, his left foot dragging as though hefting an anchor. A billycock hat was crumpled on his head, a ragged scarf wound around his chin and throat; his tattered military greatcoat so utterly dirty it was impossible to imagine it ever having been clean.
He moved with a deliberation that was almost ceremonial, a curious strain of threadbare stateliness: as a king in a story in disguise among his lessers. His arms were very long, his eyes needle-bright. Frequently he had a look of bewilderment or foreboding, as though his life had come to a point that was beyond explication or was drawing ever closer to such a point now.

Incipit tratto da:

  • Title: Star of the sea
  • Author: Joseph O’Connor
  • Publisher: Houghton Mifflin Harcourt
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
In un mattino di un novembre burrascoso, la Stella del Mare salpa dall’Irlanda e si appresta alla traversata atlantica diretta a New York. È il 1847. La carestia si abbatte sull’isola come un flagello che toglie cibo ai poveri e terre ai fittavoli, che semina epidemie e rancore nei confronti dell’Impero britannico. A bordo della nave ci sono quindici passeggeri di Prima Classe e, fra i quattrocento di Terza, una manciata di giovani speranzosi e una massa di donne, neonati, vecchi ammalati e denutriti.
Ci sono un possidente diseredato del Connemara, Lord Kingscourt, sua moglie Laura con i figli, e la bambinaia Mary Duane; un giornalista e aspirante romanziere americano, Grantley Dixon; un chirurgo dublinese e un Maragià indiano; e c’è una «creatura della notte», un passeggero di Terza Classe che gli abitatori insonni della nave chiamano «il Fantasma», perché compare solo quando scende il buio e cammina claudicante avanti e indietro, da prua a poppa. I naviganti all’apparenza hanno poco in comune; eppure a legarli è un passato che riemerge pagina dopo pagina, e rivela amori indicibili, lutti, vite di strada nei sobborghi delle città e nelle campagne, storie di nobili famiglie decadute. Rivela che un passeggero è salpato per uccidere e uno, ignaro, per morire. E più la Stella del Mare si avvicinerà alla terra promessa, più i passeggeri si troveranno faccia a faccia con quel passato.
(Ed. Guanda)

Bibliografia Joseph O’Connor

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