Tango per una rosa – Laura Pariani

Incipit Tango per una rosa

Le pecore belavano di paura, ammassandosi negli stabbi. Tre vecchie, vestite di un nero così profondo da sembrare le figlie della Notte, sedevano sul pavimento di terra battuta della stalla in penombra; ciascuna teneva tra le gambe una bestia impastoiata. Le grandi cesoie non oliate stridevano nel tagliare, zic zac zic zac. Il dorso delle mani sudate scostava via via il vello rasato. Le tre discorrevano di chissacché e ridacchiavano, mentre le dita scure come legno parevano impugnare le cesoie per tagliare a caso, pelo più corto pelo più lungo, nella pausa delle chiacchiere. Al di là della porta della stalla, il calore intenso rendeva il cielo di un bianco opaco. A un tratto, zaaac, un colpo distratto, e una delle pecore prese a urlare di dolore: da una ferita netta sul petto spelato il sangue cominciò a colare arrossando la lana.

Incipit tratto da:

Tango per una rosa - Laura Pariani

Quarta di copertina / Trama
Antoine de Saint-Exupéry si risveglia a bordo di una corriera surreale, circondato da soldati conciati piuttosto male. Non riesce a ricordare come sia finito lì. Gli gira la testa, si sente a pezzi: sono i postumi di una sbronza? Prova il desiderio di scrivere una lettera a Consuelo, la moglie rimasta in America mentre lui combatte la seconda guerra mondiale nell’aviazione francese.
È l’inizio di un racconto che è anche un tango, con quel ritmo spezzato e quella miscela di passione e malinconia che rende irresistibile la musica argentina: «Come siamo soli e nudi, senza più maschere né travestimenti».
(Ed. Casagrande; Scrittori)

Bibliografia Laura Pariani