Teneri assassini – Giancarlo De Cataldo

Incipit Teneri assassini

And you’re looking for your freedom / running on your lazy freeway / you’re my baby baby baby / and I’ll always be with you.
Contromano sul motorino della sorella, gli occhi spruzzati di lacrime, Serena canta forte Lazy Freeway, la canzone che le ha fatto conoscere i Freewilly’s.
I versi del ritornello le scoppiano nel cervello mentre schiva un tassista incarognito, e cerca di convincersi che no, quelli della radio sbagliano, non è successo, non può essere vero.
Ma quando arriva al Naked Lunch e le vede tutte schierate davanti alle saracinesche abbassate del loro tempio, quando si accorge che tutti quei volti tristi e quelle guance rigate di pianto rispecchiano la sua tristezza, allora Serena capisce che tutto è finito, e non c’è più speranza.
La radio non mente: i Freewilly’s si sono sciolti.

Incipit tratto da:

Bibliografia Giancarlo De Cataldo

Teneri assassini di Giancarlo De Cataldo

Quarta di copertina / Trama
Giancarlo De Cataldo i suoi «teneri assassini» li ha conosciuti e studiati da giudice. Ma quando li racconta, lo fa da scrittore. Ed ecco una serie agghiacciante di ritratti che sembrano sospesi tra Natural Born Killers e il Truman Capote di A sangue freddo, e sono invece italianissime figure di un piccolo, profondo inferno delle nuove periferie. Dove la «verità» difficilmente, forse mai, sta nel processo. Abita, piuttosto, altrove: per esempio nella mente dell’assassino, in quelle distorsioni piú profonde dell’uomo che nessuno ha mai il coraggio di confessare fino in fondo, e che uno scrittore ha invece il dovere di raccontare.
(Ed. Einaudi; Stile libero Noir)

Bibliografia Giancarlo De Cataldo